Un manifesto politico

Se confrontate questo manifesto, dei “Lavoratori contro green pass e obbligo vaccinale” e quello che ho postato ieri di Potere al Popolo, e siete anche solo un po’ avvezzi al marxismo rivoluzionario, scoprite la differenza abissale. In questo c’è una giusta relazione tra vertenze e indicazioni politiche. Questo parte dalle contraddizioni sociali e politiche che attraversano il paese, nonché dal punto focale in cui si articola l’attacco reazionario e autoritario del capitale e dei suoi apparati, FA LOTTA POLITICA. L’altro, quello di PaP fa solo economicismo. Per un sindacato andrebbe anche bene. Per una forza politica no. PaP si accoda ai desiderata di un gruppo dirigente che non mette elementi politici nei proclami e nelle parole d’ordine per non toccare i veri punti politici che agitano lo scontro di classe oggi in Italia e non solo in Italia.

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Quando parlo di economicismo…

Ecco qui sopra la dimostrazione: per carità, tutte questioni sacrosante, ma non c’è traccia di alcuna questione politica. Poi qualcuno dirà: ma le condizioni di vita, salariali, occupazionali dei proletari sono questione politica. Certo risponderei, ma non sufficiente perché non coglie l’elemento che tutte le riassume: la sottrazione di democrazia parlamentare, l’attacco alla Costituzione e lo stravolgimento delle più elementari libertà e diritti civili e sociali con la gestione criminale governativa della pandemia.

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La sindrome di Custer nella sinistra di classe

Qual è l’arma di distrazione di massa?

Nel 1976 a Little Big Horn il 7° Cavalleria al comando del generale Custer venne letteralmente annientato da guerriglieri delle tribù Cheyenne, Arrapaho e Lakota. Come avvenne la sconfitta del generale colonialista e razzista? I pellerosse con un piccolo drappello attirarono il contingente statunitense in una vallata e così poterono circondarlo e attaccarlo. A Salamina, la flotta ateniese attirò quella preponderante persiana nello stretto dell’omonima isola e la distrusse. Una tattica militare trita e ritrita sin dai tempi in cui le tribù umane usavano la clave e le selci. Eppure generali e condottieri tronfi e arroganti ci cascano molto spesso.

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Scienza e lotta di classe, alcune riflessioni

Sullo scientismo “neutrale” di Contropiano

Questi appunti nascono dall’esigenza di comprendere le ragioni teoriche e politiche per le quali, una gran parte della sinistra di segno comunista in Italia ha preso posizioni critiche verso la vasta Resistenza popolare che è nata non solo nel nostro paese, ma in tutta Europa e in parti del mondo contro la gestione neoliberista della pandemia da covid-19 e tutto il rosario di restrizioni liberticide che stanno stravolgendo le società dell’Occidente capitalistico. È proprio in questo passaggio epocale che l’impianto marxiano ricorrente nelle varie organizzazioni si rivela per quello che è: ortodossia che non non rifondato un fico secco, dunque un binario morto di lodevoli quanto pie intenzioni.

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La frase profetica di Deleuze

“Il vecchio fascismo, quale che sia la sua realtà e potenza in molti paesi, non è il problema all’ordine del giorno. Ci si preparano nuovi fascismi, si installa un neofascismo rispetto al quale l’antico fascismo sembra folkore. Il neofascismo non consiste in una politica e un’economia di guerra: è un’intesa mondiale per la sicurezza, per la gestione d’una “pace” non meno terribile, con l’organizzazione di concerto di tutte le piccole paure, di tutte le piccole angosce che fanno di noi tanti micro-fascisti ansiosi di soffocare ogni cosa, ogni volto, ogni parola che risuona nella propria strada, nel proprio quartiere…”
Gilles Deleuze (1977)

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Superstatofragilistichespiralidoso…

Sta nascendo un super stato in Europa? Lo dicono in molti di scuola marxista, ma è vero?

È vero il contrario: gli stati nazionali non sono certo tramontati e servono eccome alle oligarchie finanziarie! Sono dei dispositivi di comando delle borghesie che si contendono la governance interna. E poi di che di superstato si parla che non c’è omogeneità fiscale per esempio, che a dettar legge sono Germania e Francia, che gli organismi euroburocratici sono funzionari che non fanno gli interessi dell’intera comunità ma esprimono i rapporti di forza tra stati, tra le diverse borghesie imperialiste.

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Stanno toccando il fondo

Quello che vedete nell’immagine in evidenza è il post di un compagno, di quelli ultramarxisti, che non scazzano. Questo si augura un lockdown austriaco per “no vax”, che detto per inciso, non sono di fatto coloro che fanno militanza nell’omonimo movimento, ma tutti coloro che non si sono vaccinati: che è ben altra cosa.

Costui si augura un dispositivo fascista (perché discriminatorio) su una fascia di popolazione e si ritiene comunista! Questa gente è uscita di senno, è fuori come un balcone. A questo punto è arrivato il grado di condizionamento da parte di questo totalitarismo, che ricordo essere ultraliberista.

E mentre i vari Ricciardi, Fedriga, la virologa Antonella Viola ossia tutti gli ascari del Draghistan invocano il supergreen pass senza tamponi e il lockdown per i no vax, questi super rivoluzionari gli fanno il verso con la faccia come il culo, mentre a chi è critico e manifesta contro il green pass danno dei complici di Forza Nuova!

Loro sono complici del totalitarismo biopolitico, di questo liberal-fascismo. E  “il bello” è che non se ne rendono conto.

La camera dello sci(r)occo

Con Lanfranco Caminiti ho avuto da dire su Facebook un mesetto fa per via delle posizioni diverse sulla questione del green pass. E oggi con questo articolo “Parliamo di Draghi” sul suo blog “La camera dello Scirocco” finalmente viene fuori per quello che è: un altro post-operaista che approda all’accettazione dell’atlantismo globalista puntando il dito contro il qanonismo salviniano.

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Una sinistra che non riconosce i passaggi autoritari, che sinistra è?

Me lo sto chiedendo da mesi ormai. E una frattura non rimarginabile si è prodotta tra un paese reale, che scende in piazza pur con tutte le contraddizioni interne, le distorsioni politiche e ideologiche, e dall’altra un arcipelago ultra minoritario di realtà politiche che è già molto se riescono a riprodurre loro stesse.

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