Quando chi si dice comunista fa il gioco dell’imperialismo

Riporto la dichiarazione congiunta di questi partiti comunisti, solo per evidenziare come certe posizioni settarie cadano nel gioco dell’imperialismo.
Non a caso il Partito Comunista Cubano, il Partito Comunista della Federazione Russa e il Partito Comunista Cinese non siano in questa lista. Per non parlare del Partito Comunista Svizzero che ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Il Partito Comunista (Svizzera) segue con attenzione la situazione nella Repubblica Islamica dell’Iran e condanna le evidenti e violente ingerenze promosse dagli Stati Uniti e dall’Entità sionista per destabilizzare il Paese, deviando le inizialmente legittime proteste popolari in risposta alle difficoltà economiche e sociali provocate peraltro proprio dalle pesanti sanzioni imposte dagli USA all’Iran.»

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il 27 gennaio è l’anniversario del carramato USA di Benigni

Un compagnoide, alla mia osservazione sul fatto che Benigni avesse conpiuto un falso mettendo un tank USA ad Auschwitz, replicò dicendo che lo scenario non era Auschwitz, ma un campo di sterminio simbolico. Aveva ragione e torto al tempo stesso. Ragione perché Benigni non ha mai dichiarato, né nel suo film La vita è bella che il campo di sterminio fosse il più noto dei lager. Torto perché l’assenza di una ricostruzione storica e topografica era voluta per entrare nell’immaginario collettivo con potenza e furbizia. E nell’immaginario il campo di concentramento non è Mathausen, non è Trblinka e nemmeno Dachau. È Auschwitz.
Del resto non si vince un Oscar e non si hanno tutti i favori della potente e anticomunista lobby sionista statunitense, se i liberatori del campo fossero stati raffigurati i sovietici. E allora sarebbe opportuno rinfrescare un po’ la memoria, visto che la giornata del 27 è proprio riferita a questa memoria.

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Una battaglia che è nell’interesse di tutti

Questo articolo de Il Riformista, indecente e fascista, è rappresentativo di ciò che sta avvenendo in Italia: la negazione della libera espressione. Secondo questi aedi della democratura occidentalista, NATO, UE, USA, che non si capisce più bene chi è contro chi, pseudo-democratici fascisti contro pseudo-democratici fascisti, servi delle varie consorterie, non si può avere un’opinione divergente sul Venezuela, sul conflitto in Ucraina, sulla Palestina, sull’Iran: parte la gogna mediatica e spasso sanzioni, perquisizioni o peggio e vieni bollato a seconda per putiniano, antisemita, amico dei dittatori e degli ayatollah…

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Il neoliberismo di guerra va oltre la democrazia borghese

Da più parti si continua a ripetere che con Trump presidente USA si sono violate le regole e che ora vige la legge del più forte. C’è chi dice anche che però l’imperialismo USA ha da sempre fatto guerre, colpi di stato, usato proxy come false bandiere, e che se non altro Trump ha il “pregio” di sostenere apertamente ciò che fa.

Queste due considerazioni, avanzate da politologi e opinionisti dissenzienti, si fermano però ai postulati, senza andare oltre. Ma oltre cosa c’è? Dobbiamo capire che se la prima considerazione ci porta a delle ricadute politiche e sociali di conflitto che non si sono ancora esplorate, la seconda mi pare piuttosto superficiale nella sua enunciazione, che se un pregio può avere è solo per il semplice fatto che un’intenzione dichiarata non necessita di smascheramenti e che può essere visibile a tutti o, per lo meno, a chi la vuole vedere.

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La sinistra nostrana e le “rivoluzioni colorate”

Le vicende avvenute nelle ultime settimane , rivelano come ormai quella che qui chiamiamo sinistra, non sia altro che un terminale che risponde a comando a ogni campagna criminale dell’imperialismo, ossia dell’egemone USA e i suoi vassalli occidentali. Il meccanismo è sempre lo stesso: si parte dalla definizione indiscutibile che qui c’è la democrazia e oltre il “giardino occidentale” ci siano invece autocrazie feroci, oligarchie e dittatori vari, onde per cui ogni mobilitazione o anche solo l’esternazione che favorisca le politiche belliche, golpiste, sanzionatorie o terroristiche fatte da USA e scimmiottate dalle peggiori camarille di regime europee siano giuste a prescindere.

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Riflessioni venezuelane

Il sequestro del Presidente del Venezuela Bolivariano Nicolas Maduro e di sua moglie Prima Dama Cilia Flores, unitamente all’aggressione imperialista degli USA che dura da ormai 27 anni, ma oggi ha fatto il salto di qualità dell’embrago armato totale, ci induce d alcune riflessioni. Si tratta infatti di comprendere al di là delle considerazioni capitolazioniste che si leggono da più parti, quali siano i punti di forza e nel contempo i limiti di questo assalto criminale e in che contesto è maturato.

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Sono un traditore

“Cari leghisti intanto rispondete sul perché non avete formalmente disdetto l’accordo con Russia Unita. Traditori della Patria” (Carlo Calenda)

Non sono leghista, ma evidentemente per Carlo Calenda sono comunque un traditore perché riconosco le ragioni della Russia nel conflitto che la vede opposta al proxy della NATO che è l’Ucraina. Anche se non siamo in guerra con la Russia e la categoria del “traditore” farebbe ridere se non ci fosse da piangere. Se questo atteggiamento di un uomo politico che non conta nulla elettoralmente ma che insieme alla Picierno e a +Europa non usasse un grande potere conferitogli da Bruxelles per impedire conferenze, film, dibattiti con la scusa che sono filorussi.

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Francia e Gran Bretagna, due populismi a confronto

Uno dei cavalli di battaglia degli atlantisti che santificano le attuali (false) democrazie liberali è spalare merda sulle opposizioni qualificandole come populiste e sovraniste. In realtà c’è una bella differenza tra forze politiche che rilanciano il sovranismo populista nel nome dei valori occidentali, e forze che ritengono che in Europa, l’UE sia una gabbia e ponga dei diktat ai parlamenti e alle popolazioni che non possono più decidere autonomamente cosa sia meglio sul piano economico e sociale, per non parlare della politica estera.

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Strazzami, ma di bombe saziami…

Mentre Trump scende a patti con i poteri che hanno gestito il deep state USA, ossia la triade Black Rock, State Street e Vanguard, e procede a vassallare l’Unione Europea, le cancellerie del vecchio continente che dirigono le danze per la guerra atlantista in Ucraina, capitanate da Gran Bretagna, Francia e Germania e le euroburocrazie rappresentate dalla Von Der Layen, manovrano per boicottare il più che palese accordo strategico dell’amministrazione USA con la Russia, che cambierà gli scenari internazionali, le alleanze, nello sviluppo inarrestabile del multipolarismo.

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Imbecillità imperante

I casi sono due: o gli inviati ad Anchorage Rosalba Castelletti e Paolo Mastrolilli per La Repubblica non hanno capito nulla, oppure hanno confezionato una versione fake propagandistica per la percezione stereotipata che hanno dell’opinione pubblica. Infatti il titolo del loro pezzo già si commenta da solo: Fallisce il vertice Putin-Trump.

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