Vogliamo parlare di politica? Parliamone.

De Magistris in pratica, in questo articolo su Napoli Today ci sta dicendo: “… che un giorno si possa realizzare il sogno di Ernesto Rossi e Arturo Spinelli, cioè un’Europa forte unita dalle diversità dal Portogallo alla Russia. Insomma un’Europa forte con un volto umano, che deve avere una politica di difesa e politica estera che ora non ha.”
Il disegno politico dunque è esattamente quello di un europeismo delle borghesie che si dotano di una “difesa”. Ovviamente il “volto umano” è tutta fuffa.
Non v’è traccia di lotta di classe, ma nemmeno di sovranità nazionale. La prima pertiene le contraddizioni sociali nel paese, che una sinistra rivoluzionalria e anti-sistema dovrebbe avere. La seconda, che non sarebbe nazionalismo ma lotta antimperialista e anticolonialista, pertiene le contraddizioni tra il popolo, ossia chi vive e lavora nel nostro paese, e il capitale multinazionale e finanziario, in fatti specie i flussi finanziari di merci, il dominio delle filiere, il dominio semantico del pensiero unico per mezzo dei media, lo svuotamento di poteri democratici. Non ci vuole molto a capire che De Magistris è la versione “progressista” del liberalismo la cui altra parte, quella liberista, è rappresentata dal PD.

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Arcobalenite

Riguardo la dichiarazione di intenti che nella cordata Manifesta-De Magistris riunisce tutto il gotha della sinistra cd di classe, non posso non fare alcune osservazioni. Chi mi conosce sa che io provengo dall’area che ha in Potere al Popolo! l’ultima significativa espressione politica di un percorso iniziato anni fa e poi confluito in PaP insieme alla compenente napoletana che aveva dato vita dal CS Je so’ pazzo, a questa organizzazione. Se ben mi ricordo, prima con ROSS@, poi con Eurostop, l’elemento strategico della politica antagonista messa in campo era la rottura con l’UE e l’uscita dalla NATO, nell’ipotesi di costruire un’area Euromediterranea, la cd ALBA Euromediterranea.

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C’è bisogno di commentare?

Io direi proprio di no. 37 morti dati per certi, poi non si sa. La brutalità della polizia marocchina  a Melilla, l’indifferenza europea, l’euforia di Sanchez, il silenzio della stampa, la giustificazione nel dare la responsabilità alla “calca”, come se la causa di questo crimine targato UE fosse di una massa di migranti esagitati, che non sanno stare al loro posto.

E le politiche UE, come quelle di Minniti per la Libia. Lo scambio col Marocco: tenetevi la zona subsahariana, a culo i Sarawi, e in cambio la ferocia per fermare i migranti, come con la Turchia. Lo schifo. E poi mi si parla di armi all’Ucraina e si usano due pesi e due misure.

Il nemico marcia alla tua testa…

Movimenti colorati…
Oggi è il metaverso che guida. Non c’è più composizione di classe e quindi luoghi di aggregazione. Come le Sardine, i movimenti nascono eterodiretti dai social. E cosa c’è di meglio del dirittoumanitarismo per aggregare a favore delle forze del capitalismo finanziario globalista ed europeista? Non vedrete mai aggregazioni social sul metaverso che mobilitano sul lavoro, contro lo sfruttamento e il precariato. Intendiamoci: non che la questione delle discriminazioni di sesso e di genere non siano importanti, ma non toccheranno mai il cuore del problema, non diranno mai che tali discriminazioni nascono dalla gestione capitalistica della società.

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Antagonisti… filoimperialisti

È di queste settimane l’attacco politico “da sinistra” a quelle compagne e compagni che da anni sostengono l’autodeterminazione della popolazione russofona del Donbass e dell’Ucraina in generale e che denunciano l’operazione che l’imperialismo USA-NATO sta conducendo contro la Russia e sulla pelle dell’Ucraina.

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Come bestie che mangiano i cadaveri dei propri simili

Certe immagini valgono più di qualsiasi testo scritto o parlato. E’ successo che all’uscita dall’Ospedale S. Giuseppe del feretro della giornalista palestinese di Al Jazeera: Shireen Abu Akleh, assassinata tre giorni fa dall’esercito israeliano mentre faceva il suo lavoro di reporter, sparata in faccia tanto per capirci, i militari israeliani hanno attaccato il corteo funebre con un pretesto qualsiasi.

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L’Europa è un’espressione geografica

Con la guerra in Ucraina, ciò che è balzato più in evidenza è il ruolo totalmente passivo dell’Unione Europea. Al di là dei timidi tentativi franco-tedeschi per ventilare un ruolo europeo nel contenzioso di questa guerra per procura, il dato di fatto è che l’Unione Europea segue pedissequamente la linea interventista statunitense, ma nel contempo quando deve prendere una posizione comune, le posizioni in realtà sono diverse: da un’Ungheria che vuole sfilarsi dalle sanzioni sul gas russo (magari mandata avanti furbescamente dai tedeschi) a un’Italia che con Draghi rappresenta in questo momento la linea più aderente ai desiderata bellici di Washington.

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La tenaglia NATO: mainstream – ucronazismo

Nell’orgia dello sdoganamento frenetico del nazismo, il Corriere della Sera raggiunge le vette più alte del delirio. E lo fa con Lorenzo Cremonesi, che se avesse impacchettato della merda, avrebbe fatto un’operazione meno puzzolente e servile. Ovviamente omette informazioni fondamentali, falsifica, insomma: mente sapendo di mentire.
Nel leggere questa immondizia che nulla ha a che vedere col giornalismo, Bandera diventerebbe un glorioso patriota, padre fondatore della nazione ucraina, che alla fine viene martirizzato dai sovietici dopo una vita votata a opere filantropiche.

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Ieri ci ha lasciato un gigante, un grande compagno, Valerio Evangelisti.

Lo ha fatto in silenzio, con discrezione, con quella schiva umiltà che solo un’aquila che volta alto, maestosa senza ostentarlo può avere nella vita.
Ci ha lasciato e ha lasciato a tutte e tutti noi un enorme vuoto. Non solo nella letteratura di genere, di cui è stato protagonista, strappandola alle narrazioni banali ed enfatiche di una certa cultura stereotipata tipica della destra con le sue mitologie, per creare un immaginario di critica sociale dell’esistente, ma anche e soprattutto un vuoto nella lotta di classe.

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