Pedro Pedro Pedro Pedro Pè…

Non era Santa Fè come nel noto brano della Carrà, ma Barcellona. Lì, il 18 e 19 aprile scorsi è avvenuto quello che sembra essere stato il primo atto di un’internazionale antifascista e progressista sotto l’egida di Pedro Sanchez, segretario del Partito Socialista spagnolo, con partecipanti di riguardo come i capi di stato Lula da Silva dal Brasile, la Sheinbaum dal Messico, Gustavo Petro dalla Colombia.

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Little Big Hormuz

Se ci si prende la briga di seguire non le panzane che raccontano a profusione dai media asserviti, ma i diversi analisti dei vari canali web di nicchia, ma attendibili (vedi Fronte Zero, Ottolina TV,  Polivox, ecc.), si comprende che l’immobiliarista megalomane che fa la guerra dopo non aver ottenuto il nobel per la pace, è caduto in un bel cul de sac con l’aggressione all’Iran.

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Strazzami, ma di bombe saziami…

Mentre Trump scende a patti con i poteri che hanno gestito il deep state USA, ossia la triade Black Rock, State Street e Vanguard, e procede a vassallare l’Unione Europea, le cancellerie del vecchio continente che dirigono le danze per la guerra atlantista in Ucraina, capitanate da Gran Bretagna, Francia e Germania e le euroburocrazie rappresentate dalla Von Der Layen, manovrano per boicottare il più che palese accordo strategico dell’amministrazione USA con la Russia, che cambierà gli scenari internazionali, le alleanze, nello sviluppo inarrestabile del multipolarismo.

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Cosa ci dice l’incontro Putin Trump

Come comunista, se devo analizzare gli esiti dell’incontro in Alaska tra Trump e Putin, ovviamente parto da due dati di fatto.
Un dato è soprastrutturale: entrambi sono rappresentanti di oligarchie capitalistiche dentro un quadro di democrazia parlamentare boghese.
Un altro è politico, poiché tra potenze capitalistiche c’è differenza. Mentre Trump esprime gli interessi di un imperialismo unipolare in declino e per questo più aggrssivo nelle sua frazioni di potere (oggi concentrate come deep state nella roccaforte europea, e ciò pone conraddizioni interne col MAGA non da poco…), Putin, ossia la Federazione Russa è di fatto il braccio militare delle potenze emergenti che si sono coagulate attorno ai BRICS e che hanno attratto altre potenze regionali che sono ancora oggi alleate dell’atlantismo a dominanza USA.

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Un uomo libero

Paolo Brunetti ci ha lasciato. Un amico, un compagno per chi sin dagli anni ’60 ho combattuto il sistema capitalistico nelle sue peggiori aberrazioni. Paolo lo ha fatto uscendo dalle facili retoriche e dalle giaculatorie da cencelli politicista tipiche del marxismo dottrinario, sperimentando e ricercando nei territori del dominio e della sopraffazione che tengono insieme il sistema stesso un percorso di critica e di liberazione. Qui in sintesi la sua biografia.

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L’antifascismo del PD: comunella con l’estrema destra sionista

Ci chiedevamo a Villa Paradiso perché così tanto livore verso una casa di quartiere che ha ospitato iniziative d’ogni tipo, persino due primarie del PD. Hanno escogitato persino la storiella dei poveri anziani nel quartiere e che occorreva un “welfare di prossimità” (sai cosa le frega degli anziani alla junta cemetificatrice…), per terminare una storia pluridecennale di questo luogo, come opera di killeraggio ad hoc verso gli ultimi gestori, cioè noi.

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Per la Resistenza

Sindaci del PD che proibiscono film prodotti in Russia, episodi di russofobia da parte di istituzioni di vario genere, Pina Picerno, PD, vicepresidente del Parlamento Europeo che chiede alla Commissione Europea e al Consiglio dell’Unione Europea di inserire il writer napoletano Jorit nella lista delle persone sottoposte a sanzioni, sono solo alcuni esempi del clima che il nostro, come altri paesi atlantisti, respira in un’escalation ossessiva e fanatica propria delle borghesie nazionaliste (in questo caso europeiste) che si preparano alla guerra.

La propaganda e la censura di guerra sono una realtà, in stretta relazione con l’andamento della guerra in Ucraina, nella realtà dei fatti condotta dalla NATO, ma dove gli apparati militari ucraini, pur riforniti di armi dall’Occidente atlantista e supportati da esperti, mercenari, tecnici e dispositivi altamente tecnologici NATO, non riescono tuttavia a reggere l’impari confronto militare con la Federazione Russa.

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Crisi e guerra, un ragionamento sull’attuale situazione geopolitica mondiale

Interessante l’analisi di Fabrizio Casari: Niger, la Francia in un tunnel. Io allargherei però il ragionamento alla situazione internazionale, oltre il focus sul Sahel.
Alla fine i fronti di conflitto per i paesi imperialisti stanno diventando troppi per poterli gestire. A meno di una vasta guerra micidiale che porti sul terreno caschi occidentali (già di per sé in querelle nazionaliste tra le loro frazioni di capitale) in Niger. Ma a quel punto anche in Burkina e Mali, gran parte del Sahel è perso e le potenze punteranno alla diplomazia, proponendo concessioni per non lasciare spazio nell’area all’espansione della Federazione Russa, ma soprattutto della Repubblica Popolare Cinese.

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Riflessioni su una sinistra di classe che sbaglia

Quando leggo dei simili post, resto basito. In particolare questo passaggio:
“l’unica soluzione alla guerra tra Stati e alla degenerazione in senso autoritario della democrazia non è tifare per l’uno o l’altro dei blocchi di Capitale o degli oligarchi dominanti. Ma è l’ingresso in campo di un terzo attore: siamo noi, le classi popolari.”

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Presa di posizione

Pubblico alcune considerazioni riguardanti il mio punto di vista su questa fase politica sul piano nazionale e internazionale. Lo faccio senza peli sulla lingua e considerando che ormai la quasi totalità di quella che ama definirsi “sinistra di classe” o “movimento antagonista” è in totale confusione politica. Buona lettura.

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