Sovranisti e negazionisti

Ieri a Roma si è visto di tutto e di più. A parte la manifestazione fascista di Pappalardo e Forza Nuova alla Bocca della Verità, l’assembramento in piazza San Giovanni è stata una vera e propria accozzaglia di complottosti di ogni risma: dai negazionisti del covid no mask ai no vax della Cunial, ai no 5G, più una congerie di microforze sovraniste con rivendicazioni costituzionaliste a puro vantaggio delle piccole imprese, attraverso la solita retorica del lavoro.

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La Boldrini al servizio delle politiche aggressive dell’imperialismo

La Boldrini a pugno chiuso… sta manifestando contro i massacri di armeni da parte degli azeri sostenuti da Turchia e Israele in Nagorno Karabakh? No. A favore della nakba palestinese? Macché! Contro i tagliagole dell’Isis in Siria e Libia? Ma neanche per sogno! Gli assassinii di attivisti di sinistra in Colombia a opera degli squadroni della morte? Per carità! La repressione pinochettista in Cile di Pinera? Mangopucazz… Lo sterminio del popolo curdo? E ‘ndo sta?
Niente di tutto questo. La mentecatta, dopo aver ricevuto a suo tempo i nazi ucraini a Monte Citorio, oggi manifesta per la “libertà in Bielorussia”.
La vedrei bene a confezionare calze in un campo di rieducazione delle Guardie Rosse cinesi durante la Rivoluzione Culturale.

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Hasta siempre, Comandante!

Il 9 ottobre 1967 veniva ucciso al La Higuera, Bolivia, il comandante Ernesto Guevara.
Gli sgherri del’imperialismo yankee ponevano fine alla vita di un comunista che ha rappresentato non solo il riscatto antimperialista dei popoli oppressi nel Terzo Mondo, ma un’idea diversa e tutt’ora attuale del processo rivoluzionario, una visione autenticamente internazionalista, oltre la burocrazia di partiti comunisti per lo più legalitari e opportunisti, capaci solo di essere uffici della politica estera di Mosca, in una sorta di “socialismo in un solo paese” perenne da difendere anche nel dopo Stalin.

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Chi specula sul personale medico…

L’operazione mediatica “eroi” riferito ai medici, infermieri, operatori sanitari in prima linea contro il coronavirus, è in realtà un mezzo subdolo per appropriarsi del valore etico di lavoratori che stanno lottando per la comunità e con i pochi mezzi a disposizione. E’ il modo per distrarre l’opinione pubblica dal grande fallimento dell’economia neoliberista basata su tagli e privatizzazioni. E’ un modo per nascondere che il popolo muore non tanto di coronavirus, ma soprattutto di mala sanità, muore per i profitti delle grandi compagnie multinazionali del farmaco, per i profitti del sistema sanitario privato che ha mangiato il pubblico in tutti questi anni.

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L’idiozia italiettana nazionalpopolare

Questo post è scritto da chi non da oggi continua a pensare che la cosa migliore che possa esserci per il nostro paese è l’uscita da questa Unione Europea di eurocriminali di stato al servizio delle borghesie imperialiste continentali. Così dovrebbe pensare ogni comunista conseguente a un’analisi sia generale della crisi e delle tendenze in atto che specifica del proprio paese. Così come ogni democratico coerente con gli ideali di giustizia sociale.

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Dalla Francia al Cile è l’ora del…

I fatti parlano chiaro, ma i tg no. I media occultano o spezzettano i fatti distorcendoli, facendo di tutto per non collegarli tra loro. Così, nella società globalizzata, dove un battito di farfalla a 12 mila chilometri fa cadere la borsa di Hong Kong, non ci sarebbe relazione tra la rivolta sociale in Cile e la lunga lotta dei Jilet Jaunes, che dura da più di un anno e che oggi riprende vigore con la mobilitazione permanente nelle piazze contro la legge sulle pensioni di Macron. Ma questa è la lotta di classe, bellezza!

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Ecuador, è un massacro

Se non avessimo notizie per altre vie di quanto sta accadendo in Ecuador, dai tg non sapremmo nulla, tutto tranquillo… al massimo una normale protesta di piazza con normali cariche della polizia. Invece dalle testimonianze che arrivano da quel paese attraverso i social è in atto un massacro con decine di morti. Ma l’Ecuador non è il Venezuela bolivariano e tutti tacciono. Alla guida c’è un uomo fedele del FMI e degli USA, Lenin Moreno, che di Lenin non ha nulla e di Moreno c’ha la vocazione al nero fascismo. Quello che salito al governo col partito dell’ex presidente Correa ha fatto il salto della quaglia tradendo il mandato popolare ed è passato dalla parte degli imperialisti occidentali.

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