La mascherina di Zorro

La mascherina di Zorro

Dopo vari episodi di imbecillità parafascista, come vietare (poi cosa rientrata) un corso su Dostojevskij, la partecipazione di gatti russi a una mostra felina a Reggio Emilia, e così via e mentre ragazzini russi vengono pestati dai compagni di classe come nel bresciano e ogni voce anche solo ri ragionamento sul conflitto in atto in Ucraina, viene messa a tacere (vedi il caso del prof. Orsini, il cui contratto in RAI è stato annullato), la deputata europea del PD Alessandra Moretti ha “pensato bene” di proporre la persecuzione di chi espone nei social o in genere la lettera Z.

La Moretti lancia la la grande idea: aboliamo la Z in tutta Europa prendendo spunto da altra imbecillità nazistoide proveniente dagli stati federali tedeschi della Bassa Sassonia, che in fatto di antifascismo a chiacchiere e nazismo nei fatti non sono secondi a nessuno. Purtroppo è sempre meglio avere a che fare con un fascista intelligente che con un fascista imbecille e inconsapevole, di quelli che mentre cantano bella ciao chiudono spazi sociali, impongono TSO a tutta la popolazione, creano un minculpop in tutti i media, censurano in modo demenziale tutto quello che non è allineato con la narrazione occidentale e atlantista, con il mainstream nazi-sanitario, danno disposizioni alle questure di bastonare gli studenti della LUPA e no green pass, e di attaccare manu militari ogni lotta sul lavoro.

E’ così che in questi decenni è cresciuto un autoritarismo parafascista che ha svuotato ogni forma di partecipazione popolare alla vita politica che non sia gradita ai padroni del vapore e che in questi ultimi due anni ha avuto un impulso notevole e di qualità per imporre il contro sociale e sugli individui con tecnologie digitali e da big data. Ma nella società dello spettacolo non abbiamo un fascismo improntato sulla retorica mussoliniana e il suo olio diricino, ma sull’attacco demenziale, quindi altrettanto pericoloso al normale confronto democratico, che per essere tale deve ammettere più posizioni.

Tutto questo accade “grazie” all’emergenza permanente che passa dal brigatismo ai black blok, dall’islamismo terroristico alla pandemia fino a questa guerra. Dietro la demenza (che è tale solo in apparenza) c’è il disegno politico incarnato in modo bipartisan da tutti i governi fin qui succedutisi.

Intanto però spieghiamo brevemente cos’è quella Z apposta sui mezzi militari russi, perché l’isteria fabbricata ad arte ammette ignoranza e vive di quella. La Z tanto per cominciare non è una lettera dell’alfabeto russo, ossia il cirillico, quindi parliamo di un segno non di una lettera.  E il segno è associato al nastrino dell’ordine di San Giorgio in ricordo e onore della vittoria sul nazifascismo nella grande guerra patriottica, vinta dall’Unione Sovietica. Pertanto è un simbolo antifascista. Sarebbe come vietare bella ciao perché cantata dai soldati russi mentre bombardano Odessa.

Ma la questione vera è: dopo che ci hanno imposto per decenni di pensare in un modo e vietato di pensare in un altro, dopo che per due anni hanno vietato ogni pensiero critico sui vaccini e il green pass, oggi vietano ogni pensiero diverso su questo conflitto, ce ne rendiamo conto o no che non siamo più in una democrazia liberale? Ci rendiamo conto o no che la vera dittatura è qua? Solo un esempio concreto: in una democrazia liberale era ammesso protestare contro la guerra in Vietnam e parteggiare per i vietcong, parteggiare per la Resistenza palestinese. Oggi questo non è più possibile. I buoni sono solo da una parte: è questo il perimetro oltre il quale non si può andare, pena, secondo la Moretti e il suo partito atlantista parafascista, la sanzione, l’oscuramento, il nuovo olio di ricino 4.0.

Già si era vista com’era cambiata l’aria con la questione palestinese, con le forze sioniste reazionarie e razziste all’opera in ogni paese. Il giochino era riuscito mettendo alla gogna persino personalità del mondo ebraico come Moni Ovadia, ma soprattutto tacciando di antisemitismo chiunque osi mettere in discussione la macelleria israeliana nei territori occupati e a Gaza. Ecco, mettete insieme la campagna mediatica che fa passare gli israeliani come aggrediti da dei terroristi arabi, occultando la colonizzazione selvaggia e l’enorme quantità di piccoli e grandi soprusi sulla popolazione palestinese, con quella attuale sul conflitto russo-ucraino senza parlare dei pregressi, ovvero l’espansione militare a est della NATO fino a minacciare i confini russi e la Russia stessa con missili nucleari da installare in territorio ucraino e il bombardamento sistematico da otto anni a questa parte della popolazione civile del Donbass da parte degli ucro-nazi.

Orbene, chiunque giustamente evidenzi questi pregressi e il ruolo della NATO in questo quadrante, viene accusato di filo-putinismo e ostracizzato. Cosa servono infatti questi pregressi se non per trovare in concreto una soluzione tra le parti mediante trattativa? Dunque questa campagna isterica anti-russa fatta di divieti, censure e criminalizzazione del dissenso serve principalmente alla politica USA che domina l’intera condotta atlantista: nessuna vera trattativa e prosecuzione del conflitto. Il fine è legato al gas, ma soprattutto sul piano geostrategico al tenere separate Europa Occidentale e Russia, che unite anche solo sul piano economico, rappresenterebbero il colpo di grazia all’impero USA in un mondo ormai multipolare.

La Moretti farà pure proposte demenziali ma non è certo stupida. Così come non lo sono i dignitari del suo partito, la dirigenza del PD. E’ il nuovo che avanza, ma direi l’osceno, con il partito unico dell’inciucio che tra sieri genici sperimentali, pass per andare anche al cesso e il grande tentativo di allineare tutti media e quindi l’opinione pubblica all’unica musica ammessa, tutti insieme appassionatamente con Draghi, rappresenta la governance di questo processo di fascistizzazione biopolitica e tecno-digitale della società. E’ un autoritarismo voluto e perseguito dai burattinai transnazionali della grande finanza e del capitale multinazionale.

Un fascismo petaloso che nasconde i denti d’acciaio di una banda di autentici assassini di stato, che oggi può far passare tutto: il riarmo e le armi a un paese belligerante attraverso le bandierine della pace e dei pacifinti, con l’utilizzo del dramma ucraino che vede sfilare bandiere di Pravy Sektor, dei nazi ucraini insieme alle bandiere ucraine e arcobaleno.

Una post-democrazia che dopo l’introduzione del green pass come elemento di scambio diritti (vita normale) per comportamento oggi vede sperimentare un po’ ovunque la patente a punti del credito sociale sul modello cinese, verso la protesi tecno-digitale sull’umano, controllato ed eterodiretto tra premialità e sanzione, che racchiuderà ogni ambito della vita individuale e sociale. Con buona pace di imbecilli, questi sì autentici e un sacco “antagonisti”, che sul green pass minimizzavano attaccando con amenità varie coloro che avevano già individuato dove la società sta andando, condotta dai poteri forti del grande capitale.

Ma occorre avere pazienza con l’imbecillità. Forse quando il passaggio sarà compiuto definitivamente e si porrà quello successivo: da dispositivo-protesi dell’umano all’umano-protesi del dispositivo allora forse si daranno una svegliata.