Cile
Dalla Francia al Cile è l’ora del…
I fatti parlano chiaro, ma i tg no. I media occultano o spezzettano i fatti distorcendoli, facendo di tutto per non collegarli tra loro. Così, nella società globalizzata, dove un battito di farfalla a 12 mila chilometri fa cadere la borsa di Hong Kong, non ci sarebbe relazione tra la rivolta sociale in Cile e la lunga lotta dei Jilet Jaunes, che dura da più di un anno e che oggi riprende vigore con la mobilitazione permanente nelle piazze contro la legge sulle pensioni di Macron. Ma questa è la lotta di classe, bellezza!
La lotta paga, ma in Italia non c’è
«Il presidente cileno Sebastián Pinera “ha chiesto perdono” ieri sera per non aver compreso la drammaticità della situazione sociale esistente in Cile, ed ha annunciato una serie di proposte per “una agenda sociale di unità nazionale”. In un discorso dal Palazzo della Moneda, Pinera ha detto di “aver ascoltato la gente”, manifestando comunque preoccupazione per l’ordine pubblico e per il ritorno del Paese alla “normalità” dopo i disordini cominciati venerdì per l’aumento del biglietto della metropolitana, che hanno causato 15 morti. Il capo dello Stato ha promesso di voler intervenire con dieci misure sociali, molte delle quali riguardanti le pensioni che sono fra le più basse del pianeta. Si interverrà inoltre per ridurre il costo della salute e dei farmaci, aumentare il salario minimo e creare una imposta sulla ricchezza.»