La sindrome di Custer nella sinistra di classe

Qual è l’arma di distrazione di massa?

Nel 1976 a Little Big Horn il 7° Cavalleria al comando del generale Custer venne letteralmente annientato da guerriglieri delle tribù Cheyenne, Arrapaho e Lakota. Come avvenne la sconfitta del generale colonialista e razzista? I pellerosse con un piccolo drappello attirarono il contingente statunitense in una vallata e così poterono circondarlo e attaccarlo. A Salamina, la flotta ateniese attirò quella preponderante persiana nello stretto dell’omonima isola e la distrusse. Una tattica militare trita e ritrita sin dai tempi in cui le tribù umane usavano la clave e le selci. Eppure generali e condottieri tronfi e arroganti ci cascano molto spesso.

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Scienza e lotta di classe, alcune riflessioni

Sullo scientismo “neutrale” di Contropiano

Questi appunti nascono dall’esigenza di comprendere le ragioni teoriche e politiche per le quali, una gran parte della sinistra di segno comunista in Italia ha preso posizioni critiche verso la vasta Resistenza popolare che è nata non solo nel nostro paese, ma in tutta Europa e in parti del mondo contro la gestione neoliberista della pandemia da covid-19 e tutto il rosario di restrizioni liberticide che stanno stravolgendo le società dell’Occidente capitalistico. È proprio in questo passaggio epocale che l’impianto marxiano ricorrente nelle varie organizzazioni si rivela per quello che è: ortodossia che non non rifondato un fico secco, dunque un binario morto di lodevoli quanto pie intenzioni.

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Il gigante e i nani

“Chi glielo ha fatto fare?” è quello che vi chiedete voi giornalisti, come in questo articolo di Stefano Baldolini su Huffington post. E la risposta è proprio quella che non vorreste sentire perché Barbero ha ciò che voi non avete: l’indipendenza di giudizio. Barbero dice quel che pensa, voi pensate quello che dice la voce del vostro padrone. Ragionate per etichette: è contro il green pass? Allora è un no vax! Critica l’uso strumentale delle foibe? Allora è un pericoloso estremista comunista.

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Scusate se sono monotematico…

… ma quello che più mi fa arrabbiare è vedere che il vero scopo delle misure del governo in materia di covid19 non è quello di contenere i contagi, ma di accontentare chi ha più potere nella società facendo finta di prendere misure draconiane. Così accade che mentre i mezzi di trasporto si riempono alle sei del mattino di gente che va al lavoro, con zero controlli nei luoghi di lavoro, mentre le città si affollano di acquirenti natalizi, tra resse davanti ai negozi e “vasche” in centro città, la polizia ferma i podisti solitari al parco, multa a tutta gallara i comportamenti individuali, mentre i media colpevolizzano i cittadini, intere categorie come i giovani, quando la responsabilità è quella di un governo che ha fatto poco o nulla per potenziare la medicina di territorio, aumentare posti letto negli ospedali, assumere personale, mettere in opera misure per rendere normale l’iter per tutte le altre patologie, potenziare i trasporti pubblici.

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Che succederà dall’autunno in poi?

In fila davanti a un banco dei pegni
Che saranno veramente cazzi. C’è tutta una massa di piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, padroncini alla canna del gas che non troveranno certo le risposte alle loro domande di sopravivenza nella solidarietà sociale, ma nell’ideologia dell’individualismo e del campanile, la base culturale di ogni nazionalismo populista e fascista. E questo, Salvini o no, è come un mostro dalle mille teste. Non serve tagliarne una, la più pericolosa del momento, se non ammazzi tutto il mostro.

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