La sindrome di Custer nella sinistra di classe

Qual è l’arma di distrazione di massa?

Nel 1976 a Little Big Horn il 7° Cavalleria al comando del generale Custer venne letteralmente annientato da guerriglieri delle tribù Cheyenne, Arrapaho e Lakota. Come avvenne la sconfitta del generale colonialista e razzista? I pellerosse con un piccolo drappello attirarono il contingente statunitense in una vallata e così poterono circondarlo e attaccarlo. A Salamina, la flotta ateniese attirò quella preponderante persiana nello stretto dell’omonima isola e la distrusse. Una tattica militare trita e ritrita sin dai tempi in cui le tribù umane usavano la clave e le selci. Eppure generali e condottieri tronfi e arroganti ci cascano molto spesso.

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Scienza e lotta di classe, alcune riflessioni

Sullo scientismo “neutrale” di Contropiano

Questi appunti nascono dall’esigenza di comprendere le ragioni teoriche e politiche per le quali, una gran parte della sinistra di segno comunista in Italia ha preso posizioni critiche verso la vasta Resistenza popolare che è nata non solo nel nostro paese, ma in tutta Europa e in parti del mondo contro la gestione neoliberista della pandemia da covid-19 e tutto il rosario di restrizioni liberticide che stanno stravolgendo le società dell’Occidente capitalistico. È proprio in questo passaggio epocale che l’impianto marxiano ricorrente nelle varie organizzazioni si rivela per quello che è: ortodossia che non non rifondato un fico secco, dunque un binario morto di lodevoli quanto pie intenzioni.

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Green pass e sinistra

Un nuovo fascismo, biopolitico

All’inizio anch’io prendevo per matti fanatici quelli che si opponevano a quella che il mainstream considerava l’unica strada possibile: i vaccini. Poi però, mi sono reso conto che qualcosa non quadrava: dei dottori sperimentavano e adottavano delle cure in casa, cosa completamente diversa dalla “tachipirina e vigile attesa“. I vaccini sono arrivati e la campagna ossessiva ha portato a vaccinare più del 70% della popolazione, ma ancora non bastava.

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Stare dentro la contraddizione

(Immagine in evidenza: Georgi Dimitrov, segretario del Komintern, l’Internazionale Comunista)

Riporto un post di Emilio Quadrelli, che tra tutte le considerazioni che ho letto in questo periodo, mi sembra la più pertinente e azzeccata riguardo l’atteggiamento che i comunisti, i leninisti, devono tenere di fronte ai movimenti di massa:

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Il gigante e i nani

“Chi glielo ha fatto fare?” è quello che vi chiedete voi giornalisti, come in questo articolo di Stefano Baldolini su Huffington post. E la risposta è proprio quella che non vorreste sentire perché Barbero ha ciò che voi non avete: l’indipendenza di giudizio. Barbero dice quel che pensa, voi pensate quello che dice la voce del vostro padrone. Ragionate per etichette: è contro il green pass? Allora è un no vax! Critica l’uso strumentale delle foibe? Allora è un pericoloso estremista comunista.

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