La campagna elettorale degli sceriffi del PD

Bologna. Una lista convoca una conferenza stampa in un luogo simbolico per la politica di speculazione edilizia perseguita dalla giunta Merola in tutti questi anni: lo stabile abbandonato delle ex-Poste di via Agucchi. Dopo poco arrivano te volanti e un’auto della Digos: uno spiegamento di forze sproporzionato neanche ci fossero scontri, azioni o chissà cos’altro. La lista è la nostra: Potere al Popolo! La polizia che attacca una lista e dei candidati regolarmente registrati per le elezioni comunali bolognesi è chiaramente al soldo dei poteri forti della città.

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L’apoteosi del neoliberismo

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ieri è venuto a Bologna per inaugurare l’aula magna della Business School dell’Alma Mater intitolata a Beniamino Andreatta. Un gesto fortemente simbolico, sottolineato anche dalle parole di Draghi che riconosce in Andreatta il precursore delle politiche neoliberiste come l’essere stato l’ideatore della separazione tra Banca d’ Italia e Tesoro.

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Con Potere al Popolo! Per le elezioni comunali di Bologna

Come attivista di Potere al Popolo! sostengo la nostra lista, che ha scelto Marta Collot coma candidata sindaca, una compagna preparata e che al consiglio comunale, se eletta, farà valere le ragioni delle classi popolari della città metropolitana contro tutte le misure che da decenni di amministrazione piddina hanno precarizzato i lavoratori, esternalizzato i servizi e peggiorato la loro qualità svendendoli ai privati. Per questo è una lista irriducibilmente alternativa al PD.

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Lavoro: quello che dovrebbe fare una giunta di sinistra

Le elezioni autunnali per il Comune di Bologna Città Metropolitana si stanno avvicinando. Non siamo ancora in campagna elettorale, ma alcune riflessioni preliminari possono essere utili per sviluppare iniziative e dibattito. La questione del lavoro è uno dei temi fondamentli, dopo che tutto il periodo pandemico, dal quale non siamo ancora usciti, non ha fatto che aggravare a livello nazionale le condizioni di lavoro, la precarietà, con una disoccupazione dilagante.

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Per Bologna popolare

Come attivista di Potere al Popolo! sto partecipando al Tavolo sul Lavoro istituito nella campagna elettorale per le comunali di Bologna: Bologna Città Pubblica, Marta Collot Sindaco. Quello che segue è un documento politico che ho redatto dopo le due assemblee di PaP! e la prima riunione del Tavolo sul Lavoro.

In appendice anche alcuni appunti sulla sanità. Buona lettura.

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Il lockdown ha fatto scuola

Chi ha sottovalutato le misure paranaziste di questo ultimo anno e mezzo, forse non capirà nulla neanche adesso.
Tra coprifuochi e divieti a uscire di casa, oggi con molta facilità si impedisce ai cittadini di andare in una parte della città, in una zona. Pensiamo solo in quante altre occasioni utilizzeranno questa limitazione delle libertà civili. Ormai ci hanno preso gusto.

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Con Potere al Popolo verso le elezioni bolognesi

Stiamo preparando la campagna elettorale di Potere al Popolo. Sarà una campagna politica per smacherare le bugie di chi ha fino ad oggi amministrato questa città e ha allargato le esclusioni e le differenze sociali, il divario tra il centri vetrina e le periferie.

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Qualche considerazione sulla lotta di classe negli USA

Anche oggi arrivano notizie dagli USA: bandiere bruciate, statue buttate giù, i nativi americani che contestano la kermesse di Trump in Oklahoma.
Negli USA sta accadendo qualcosa: la lotta di classe. E se accade lì, questo avrà (e sta già avendo, vedi il Regno Unito) ricadute in tutta l’area dei paesi a capitalismo avanzato.

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La batosta. Ma per chi?

Elezioni regionali dell’Emilia-Romagna: vince Bonaccini. Anzi, stravince con un gran 51%, il Movimento Cinque Stelle sparisce confermando quel che il topo Di Maio sapeva già da giorni dai sondaggi mentre stava abbandonando la nave (ma non il ministero), Potere al Popolo e le altre liste della sinistra radicale, non collegate a Bonaccini, si beccano percentuali da prefisso telefonico.

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Autonomia differenziata: prima… alcuni italiani

La prossima domenica si vota in Emilia-Romagna per il presidente della Regione e formare il nuovo parlamentino regionale. Mentre da una parte la destra dominata dalla Lega intende capitalizzare i consensi raccolti in tutti questi anni di allarmismo sui migranti e dall’altra il centro-sinistra lancia anche attraverso il fenomeno delle Sardine la riscossa contro l’ennesimo “fascismo alle porte” appellandosi al “voto utile”, i veri temi restano sotto il tappeto. E uno di questi, uno dei diversi che accomunano destra e centro-sinistra dal Sì TAV alle politiche sul lavoro a quelle sulla “sicurezza” (che il ministro Lamorgese continua ad applicare, all’attacco ai lavoratori in lotta (vedi le multe di Prato), è l’autonomia differenziata.

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