Augias e i coccodrilli

Fa notizia questi giorni Corrado Augias che restituisce ai francesi la Legion d’Onore: l’alta onorificenza d’oltralpe con la quale Macron ha insignito quel macellaio sanguinario di Al Sisi. Lo ha fatto per un sacrosanto motivo: avere lo stesso titolo onorofico del capobanda di quella oscena e criminale congerie di torturatori e assassini, ossia i servizi di intelligence egiziani che hanno torturato e assassinato Giulio Regeni, proprio non gli va. E ha ragione.

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Il bauscia

Mia madre mi ha sempre detto che le persone abituate al potere e alla manipolazione, intriganti e più false di una banconota del Monopoli, le riconosci dalla faccia. E da brava mezza milanese le ha sempre definite “bauscia”. Bauscia è Berlusconi, lo è Renzi e tanti cavalli di razza industriali, della dc, socialisti… che hanno segnato la triste storia di questo paese.
Dal primo momento che ho visto Santori, mi sono detto: questo è un bauscia.

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Bollettino N.2

Sardine. Ieri si è svolta la manifestazione nazionale delle sardine in Piazza SS Apostoli a Roma, dopo tutte le polemiche e le scissioni soprattutto tra i pescetti romani, che non hanno fatto altro che propagare confusione. Che abisso dalla vasta folla di piazza San Giovanni. Che sia per questo che i quattro dell’ave sardina, i bolognesi, non si siano fatti vedere? Una delusione la loro assenza che ha serpeggiato con grande evidenza tra gli aficionados giunti comunque da ogni parte d’Italia.

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Come potete leggere qui, Mattia Santori, il guru ell’operazione Sardine, si è spinto ben oltre la stigmatizzazione dell’odio profuso dal popolo leghista sui social media. Propone un identificativo per chiunque si iscriva a un social come Facebook cosicché la polizia postale non deve faticare per identificare i soggetti ed è quindi possibile perseguirli. Santori ha proposto anche un daspo come quello che viene attuato nei confronti degli ultras negli stadi e, guarda caso, per chi lede il “decoro” urbano (i poveri) o compie atti considerati dannosi per la comunità (adottato per tanti antagonisti, ma va!).

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Prepuzi

Siamo in campagna elettorale e i partiti che si definiscono di sinistra riscoprono il fascismo come rischio estremo. Ma solo fino al 26 gennaio su tutti gli schermi televisivi.
Spiccano i troll dell’esercito demente di Bonaccini, che infestano i social con i loro proclami sul rischio Salvini.
In realtà il fascismo ce lo abbiamo in casa già da anni. Nicoletta Dosio, attivista No Tav, 74 anni, si sta facendo un anno di carcere per un danno di 700 euro provocato da un blocco stradale pacifico.

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Lucidare il tavolo mentre la casa è crollata

Mentre negli USA stanno manifestando in 33 città contro la guerra (vedi qui), in Italia non si leva voce, se non dagli ambienti politici della sinistra radicale e di classe. Non parliamo poi delle Sardine, intente nella loro crociata contro la Lega e l’odio, che hanno perso un’altra occasione per esprimere un barlume di pensiero critico davanti a una macchina bellica di un sistema imperialista di cui facciamo parte come paese nella NATO. E che ci sta portando dritti verso una guerra di vaste proporzioni dopo l’assassinio di Soleimani.

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Il teleguidato

Ormai lo si vede ovunque in tv. È Mattia Santori, il leader maximo delle Sardine, che oggi dopo le bandiere di partito ha un nuovo nemico: Potere al Popolo. E non è un caso che in perfetta malafede confonda la bandiera rossa del Comitato Firenze Sud con una presunta bandiera di PaP nel narrare le vicende della manifestazione di Firenze. Deve tirare la volata a Bomaccini alle regionali dell’Emilia-Romagna ed esattamente come ha fatto il sindaco di Carpi del PD (molto “democraticamente”) che ha costretto PaP a raccogliere le firme necessarie a partecipare alle elezioni nel solo comune della città, ha ricevuto un’imbeccata precisa che lo teleguida in TV: attaccare Potere al Popolo. La cosa è piuttosto evidente.

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Allarme democratico

Mentre questo governo fa il pieno di consensi con le Sardine, ricevo un allarme che arriva dai compagni del Si Cobas: come dentro una strategia pianificata, sotto Natale si stanno intensificando le provocazioni contro le lotte e il sindacato di base; in queste ore la situazione è drammatica: Alessandria, Porto S.Elpidio, Fermo, Castellarano, Brescia – cessioni di interi rami d’azienda ‘per licenziare il personale iscritto Cobas (140 solo a Fermo), botte e lacrimogeni ai picchetti, fermi pretestuosi dei dirigenti, decine di denunce, fogli di via e prime procedure (gravissime) di ritiro/non rinnovo di permessi di soggiorno per le avanguardie.

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Dalla Francia al Cile è l’ora del…

I fatti parlano chiaro, ma i tg no. I media occultano o spezzettano i fatti distorcendoli, facendo di tutto per non collegarli tra loro. Così, nella società globalizzata, dove un battito di farfalla a 12 mila chilometri fa cadere la borsa di Hong Kong, non ci sarebbe relazione tra la rivolta sociale in Cile e la lunga lotta dei Jilet Jaunes, che dura da più di un anno e che oggi riprende vigore con la mobilitazione permanente nelle piazze contro la legge sulle pensioni di Macron. Ma questa è la lotta di classe, bellezza!

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