Chi la fa, l’aspetti…

Potere molte volte delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituiriti un po’ del tuo terrore, del tuo disordine, del tuo rumore…
(Faber, Il bombarolo, LP Storia di un impiegato)
Ma cosa si aspettavano, che una massa di giovani relegati nelle periferie delle cittadelle del lusso, ridotti a eccedenze produttive o a manovalanza precaria, potessero accettare un presente di miseria con l’ascensore sociale non bloccato, ma sbarrato con violenza e un futuro fatto di nulla con la guerra, senza reagire?

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C’è bisogno di commentare?

Io direi proprio di no. 37 morti dati per certi, poi non si sa. La brutalità della polizia marocchina  a Melilla, l’indifferenza europea, l’euforia di Sanchez, il silenzio della stampa, la giustificazione nel dare la responsabilità alla “calca”, come se la causa di questo crimine targato UE fosse di una massa di migranti esagitati, che non sanno stare al loro posto.

E le politiche UE, come quelle di Minniti per la Libia. Lo scambio col Marocco: tenetevi la zona subsahariana, a culo i Sarawi, e in cambio la ferocia per fermare i migranti, come con la Turchia. Lo schifo. E poi mi si parla di armi all’Ucraina e si usano due pesi e due misure.