antimperialismo
Alcune considerazioni sulla politica italiana (ed europea)
Il festival “Il tempo dei nostri eroi” che si sta tenendo a Bologna in questi due giorni, caratterizzato dalla documentaristica russa e promosso da forze politiche sotto traccia e la stessa RT, ci deve riportare ad alcune considerazioni.
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Bologna è una regola…
A Bologna censurare è una regola, speculare è una regola, dare spazio a nazi ucraini è una regola, reprimere è una regola…
Un anno e quattro mesi fa, con una delibera comunale, nonostante che il quartiere Savena avesse dato semaforo verde al rinnovo della convenzione (con la modifica di una cogestione), la junta Lepore ribaltava la questione e chiudeva Villa Paradiso, una Casa di Quartiere rea di aver programmato (e poi non fatto) due iniziative reputate “putiniane” dalla stessa junta. Una chiusura sollecitata con molta probabilità da Pina Picierno, una vicepresidente di Parlamento Europeo, più dedita ad andare a caccia di inziative che a suo modo di vedere siano favorevoli alla narrazione russa sulla guerra in corso in Ucraina.
Quando chi si dice comunista fa il gioco dell’imperialismo
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La sinistra nostrana e le “rivoluzioni colorate”
Le vicende avvenute nelle ultime settimane , rivelano come ormai quella che qui chiamiamo sinistra, non sia altro che un terminale che risponde a comando a ogni campagna criminale dell’imperialismo, ossia dell’egemone USA e i suoi vassalli occidentali. Il meccanismo è sempre lo stesso: si parte dalla definizione indiscutibile che qui c’è la democrazia e oltre il “giardino occidentale” ci siano invece autocrazie feroci, oligarchie e dittatori vari, onde per cui ogni mobilitazione o anche solo l’esternazione che favorisca le politiche belliche, golpiste, sanzionatorie o terroristiche fatte da USA e scimmiottate dalle peggiori camarille di regime europee siano giuste a prescindere.
Riflessioni venezuelane
Il sequestro del Presidente del Venezuela Bolivariano Nicolas Maduro e di sua moglie Prima Dama Cilia Flores, unitamente all’aggressione imperialista degli USA che dura da ormai 27 anni, ma oggi ha fatto il salto di qualità dell’embrago armato totale, ci induce d alcune riflessioni. Si tratta infatti di comprendere al di là delle considerazioni capitolazioniste che si leggono da più parti, quali siano i punti di forza e nel contempo i limiti di questo assalto criminale e in che contesto è maturato.
Il nemico marcia alla tua testa
Lo cantava Claudio Lolli ne La socialdemocrazia, mentre Valerio Eangelisti diceva che il nemico non è quello al tuo fianco. E neppure quello che hai di fronte aggiungo io. Il nemico è quello che sta sopra di te, che ti manda a combattere, mentre a casa la tua famiglie vive nelle ristrettezze dell’economia di guerra. La questione è sempre la stessa: o guerra imperialista, tra potenze del capitale o lotta di classe. E in quest’ultimo caso il pacifismo può essere un atteggiamento politico utile per lo sviluppo di un movmento della guerra, che però diviene risolutore se si vanno ad attaccare le strutture e le infrastrutture militari del nemico.
Il vero pericolo nazionalista e guerrafodaio è l’europeismo
E’ evidente ormai anche ai meno svegli, come l’iniziativa a piazza del Popolo di sabato scorso, promossa da Michele Serra, pagata a quanto pare dal sindaco PD Gualtieri e gestita dagli armieri di Stellantis che possiedono La Repubblica e la Leonardo, sia stata una kermesse tutta a vantaggio del riarmo e dell’allarmismo bellico. Un’allerta del tutto creato ad arte (la Russia non ha né interesse, né intenzione di invadere l’Europa…) e che abbisogna di mobilitazioni popolari e quindi di retorica.
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Rossobruni ce lo sarete voi…
Sono nel pallone… dopo la telefonata Trump-Putin e il discorsetto di Vance a Monaco gli euronazi, i satrapi del deep state USA prima delle elezioni americane, quelli che si sono fatti saltare dagli ucronazi, dai servizi britannici e dalla CIA il Nord Stream da sotto il culo, dopo aver mandato armi e al macello migliaia di ucraini vendendocela come imminente sconfitta russa, dopo aver ridotto l’Unione Europea ad area dipendente e sotto “protezione” degli USA, praticamente un protettorato, e dulcis in fundo, dopo aver promesso lacrime e sangue per aumentare il budget bellico per la NATO, tutti questi signori si ritrovano nella scomoda posizione di estranei alla trattativa sull’Ucraina. E se non bastasse è il nuovo inquilino della Casa Bianca, che dopo aver dato il ben servito a USAID, attacca gli euroburocrati svelando la triste verità: nell’UE la democrazia, quel poco che c’era nel delirio dei suoi diktat economici e fonanziari, è morta e sepolta. Vance attacca sulla censura, sulle elezioni cancellate se non vanno bene come in Romania: sono schiaffi che fanno ben capire che se le classi dirigenti corrotte e meschine dell’UE vogliono continuare la guerra con la Russia attraverso l’Ucraina e per mezzo della NATO, deveono sborsare i dané per le armi, ma anche per i danni alla fine della fiera, visto che la Russia ha già vinto.