il 27 gennaio è l’anniversario del carramato USA di Benigni

Un compagnoide, alla mia osservazione sul fatto che Benigni avesse conpiuto un falso mettendo un tank USA ad Auschwitz, replicò dicendo che lo scenario non era Auschwitz, ma un campo di sterminio simbolico. Aveva ragione e torto al tempo stesso. Ragione perché Benigni non ha mai dichiarato, né nel suo film La vita è bella che il campo di sterminio fosse il più noto dei lager. Torto perché l’assenza di una ricostruzione storica e topografica era voluta per entrare nell’immaginario collettivo con potenza e furbizia. E nell’immaginario il campo di concentramento non è Mathausen, non è Trblinka e nemmeno Dachau. È Auschwitz.
Del resto non si vince un Oscar e non si hanno tutti i favori della potente e anticomunista lobby sionista statunitense, se i liberatori del campo fossero stati raffigurati i sovietici. E allora sarebbe opportuno rinfrescare un po’ la memoria, visto che la giornata del 27 è proprio riferita a questa memoria.

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