L’apoteosi del neoliberismo

L’apoteosi del neoliberismo

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ieri è venuto a Bologna per inaugurare l’aula magna della Business School dell’Alma Mater intitolata a Beniamino Andreatta. Un gesto fortemente simbolico, sottolineato anche dalle parole di Draghi che riconosce in Andreatta il precursore delle politiche neoliberiste come l’essere stato l’ideatore della separazione tra Banca d’ Italia e Tesoro.

Entrambi, Draghi e Andreatta, di formazione cattolica, hanno fatto il salto della quaglia: il primo da essere allievo di Federico Caffè a divenire un think tank e manager ultraliberista al servizio dell’Unione Europea e della finanza. Il secondo da posizioni improntate sul controllo keynesiano dell’economia da parte dello Stato secondo la politica economica italiana democristiana del dopoguerra a essere uno dei più strenui fautori della libertà dei mercati.

Gli agenti del neoliberismo celebrano il neoliberismo stesso e tracciano le linee guida per il futuro. E lo dipingono a tinte fosche per le classi popolari, consegnando il paese agli appetiti rapaci di un capitalismo ultraliberista delle multinazionali e dei fondi di investimento, delle banche d’affari che ormai va a briglia sciolta.

Ormai è assodato che mentre i fondi che pagheremo a caro prezzo, le briciole del Recovery Fund andranno a imprese e speculazione, i costi li pagheremo noi. Si pensi solo che nonostante la devastazione, ancora perdurante, della pandemia da covid, l’aumento di gas ed elettricità lo pagheranno i cittadini con un aggravia anche del 40% sulle bollette. A nessuno di questi bei tomi è venuto neppure lontanamente per l’anticamera del cervello di far pagare i rialzi ai ricchi con una più che giusta tassa patrimoniale. La redistribuzione equa della ricchezza sociale, l’intervento di Stato e governo per dare potere d’acquisto e rilanciare i diritti sanciti dalla Costituzione a una qualità della vita degna di essere vissuta, è qualcosa di sovversivo.

Siamo proprio messi male se non capiamo che dobbiamo avviare una vera e propria rivolta sociale. Loro ci fanno la guerra senza avercela dichiarata. E il popolo?

Gli unici a essersi mobilitati siamo stati noi di Potere al Popolo!