Sono un traditore

Sono un traditore

“Cari leghisti intanto rispondete sul perché non avete formalmente disdetto l’accordo con Russia Unita. Traditori della Patria” (Carlo Calenda)

Non sono leghista, ma evidentemente per Carlo Calenda sono comunque un traditore perché riconosco le ragioni della Russia nel conflitto che la vede opposta al proxy della NATO che è l’Ucraina. Anche se non siamo in guerra con la Russia e la categoria del “traditore” farebbe ridere se non ci fosse da piangere. Se questo atteggiamento di un uomo politico che non conta nulla elettoralmente ma che insieme alla Picierno e a +Europa non usasse un grande potere conferitogli da Bruxelles per impedire conferenze, film, dibattiti con la scusa che sono filorussi.

E qui, se vogliamo usare la categoria del “traditore” in modo improprio ed estensivo, questa ricadrebbe proprio sul Calenda, che spinge per portare il paese a una guerra, tra riarmo (il costo di un caffè per italiano dice lui), armi all’Ucraina e intervento armato perorato insieme ai criminali di Stato come Starmer, Macron e Merz (in boulgnais s’al dis l’è propri merz…) (1) muovendo la marionetta Zelensky. Traditore della Costituzione, con il suo art. 11: l’Italia ripudia la guerra e traditore verso un popolo che la guerra a stragrande maggioranza non la vuole (2).

Ma in realtà traditore non lo è nessuno e tutte le opinioni in merito dovrebbero essere lecite, a parte quelle (guarda un po’!) che diffondono fascismo militarista. Poter dire la propria sullo schifo della guerra e di chi ci specula sparando cazzate retoriche, senza essere trascinati nel fango della diffamazione, criminalizzati con la definizione demonizzante di “putiniano”. Si sa che in tempo di guerra e sotto i fascismi la criminalizzazione è un’arma della propaganda per mettere a tacere le voci critiche, altri punti di vista.

Ma allora c’è da chiedersi: cos’è diventata la politica italiana, i media che falsificano gli avvenimenti, oscurano i fatti sgraditi, che potrebbero orientare l’opinione pubblica nella direzione non voluta? A che livelli di ignominia è giunta la partitocrazia di regime, governo e opposizione oscenamente unite nella narrazione di un’Ucraina che fa la “resistenza” all’invasore, quando è più che lecito vedere i fatti per come sono accaduti a partire da ben prima del 2014 come il golpe di Euromaidan e il massacro delle popolazioni russofone in Donbass, con l’estensione della NATO a est?

La coscrizione brutale per divenire carne da cannone a vantaggio di UE, NATO e deep state USA è come se non esistesse, quando persino gli ufficiali ucraini dichiarano che il ritorno a casa dei soldati superstiti della grande carneficina determinerebbero il rischio di una guerra civile: tutto quell’esercito massacrato, circondato, al limite del collasso su tutto il fronte, che ha le armi in una Caporetto ucraina cosa potrebbe fare?

Farebbe l’unica cosa sensata contro chi ha spinto il popolo ucraino a una guerra fratricida sotto le rispolverate insegne nazi banderiste. Tutti i popoli il loro vero nemico ce l’hanno in casa. Il nemico che è in casa se ne fotte dei massacri del suo popolo, ma si fa i cessi d’oro, quello nostrano conta i danari degli investimenti in armi, i rentier con titoli sporchi di sangue e i loro politici, opinionisti, nani e ballerine dello show bellicista, della propaganda che ha spazzato via i valori fondativi del secondo dopoguerra basati sulla pace e il dialogo tra i popoli e le nazioni. Quella Caporetto della steppa sarebbe un messaggio anche per noi, che giunti al punto della guerra saremmo ben contenti di essere traditori del dio dollaro e delle speculazioni che dalla Palestina all’Ucraina producono, insieme ai dividendi per pochi, solo morti macellati nel delirio della guerra per la stragrande maggioranza delle popolazioni coinvolte.

E allora se questo significa in un futuro prossimo essere traditori, viva il tradimento, viva l’arma rivolta contro i duci della guerra, in realtà i parassiti delle retrovie, viva l’esercito del popolo che alza la sua bandiera, bella rossa, tornando a far funzionare la ghigliottina.

State attenti, signori, alla leva obbligatoria, perché potrebbe ritorcersi contro di voi e a giusta ragione. Armare il popolo per chi sfrutta e vive dei dolori altrui nella grande macelleria bellica, non è mai cosa saggia.

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

spiana un bosco e sfracella cento uomini

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un carrista.

 

Generale, il tuo bombardiere è potente.

Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un meccanico.

 

Generale, l’uomo fa di tutto.

Può volare e può uccidere.

Ma ha un difetto:

può pensare.

 

(Bertolt Brecht)

NOTE

1. in italiano: è proprio marcio…

2. Questo sondaggio è del marzo scorso e proprio su uno dei maggiori bugiardoni di regime: La Stampa