L’80° anniversario della vittoria sovietica e dell’intera Europa (1) sul nazifascismo è carico di un grande significato.
Non è tanto perché da ogni parte, come dalle cazzate di falsificatori seriali alla Rampini (2) sull’inesistente complicità tra Stalin e Hitler all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, alla consacrazione postuma dell’8 maggio voluta da Trump, alla presenza dei governi guerrafondai a Kiev in concomitanza con la parata di Mosca, si è cercato con la propaganda di azzerare il valore di questa ricorrenza. E non sono stati neppure i divieti dei governi dell’UE di far sorvolare l’aereo presidenziale del premier slovacco Fico, fatto grave mai accaduto neppure nei peggiori momenti bellici, a riuscire in questa misera e patetica operazione.
Il significato di fondo risiede nel dato di fatto che a Mosca è convenuta una miriade di capi di stato da tutto il mondo (3), che rappresentano la maggioranza dei popoli e dei paesi che vogliono andare oltre l’unipolarismo suprematista dominante e oggi in progressivo e rapido declino.

Manifestare per questo, come sta accadendo un po’ in tutto il nostro paese (4) esprime anche da noi questo desiderio che deve inverarsi come progetto politico concreto e operante. Ciò non significa aderire a uno specifico modello socio-economico o a un dato sistema politico. Solo dei nemici di classe con tutta la loro propagandistica e demagogica mala fede possono inquadrare questo fenomeno politico come “putinismo”. Così come fecero con il Covid-19 criminalizzando come “novax” chiunque rivendicava la libertà del proprio corpo e si opponeva al ricatto discriminatorio della grande galera in tutto il paese scandita dall’inutile green pass.
L’Occidente procede alla distruzione della sua stessa democrazia liberale per emergenze e laboratori di controllo sociale, sorveglianza, imposizione dei suoi TINA capitalistici. Eppure non è difficile capire dove risieda il nuovo fascismo e con quali nuove forme si esprima per essere quello che è sempre storicamente: la faccia più repressiva e bestiale del dominio classista delle forze del capitale sulle classi subalterne.
Sarebbe dottrinarismo demenziale pseudo-marxista non vedere la gravità dell’annullamento delle elezioni in Romania (5) come attacco ai principi cardine della democrazia liberale, uscita in Europa dal secondo dopoguerra del secolo scorso. Molto eloquente è ciò che propone Calenda (6), il volto più osceno del liberalismo autoritario europeista: una legge liberticida spacciata per “scudo democratico” contro influenze straniere, in realtà una modalità per stroncare ogni opposizione politica e sociale non gradita agli euroburocrati e ai loro lacchè. Così come non vedere l’attacco a Visione Tv e a Byoblu (7) fatto dalla Picierno vicepresidente del Parlamento Europeo (8), che evidentemente come hobby ha quello di individuare e attaccare d’imperio ogni espressione informativa non consona ai dettami euro-atlantisti.
Occorre che i compagni escano dall’autoreferenzialità dogmatica legata a vecchie visioni politiche e sociali, per costruire nuove alleanze, al di là degli schemi destra-sinistra che vengono utilizzati dalla controparte per tenerci legati ad altrettante vecchie quanto utili per loro configurazioni politiche e inciuci. Almeno quelli che non farneticano di “resistenza ucraina” e non considerano il PD un partito progressista con cui inciuciarsi come fanno certi cespugli dei dem, o certi centrosocialari, che fanno tanto gli antagonisti ma in convenzione con le giunte dem. Tutti appassionatamente insieme nel ripetere la litania del rossobrunismo, ma sono i primi a esserlo rossobruni, nel sostegno ai banderisti ucraini del regime Zelensky, un presidente per altro decaduto di un paese ideologicamente e politicamente nazista. Una sinistra sapientemente diversificata alla bisogna, fatta di agenti posizionati nei target group di riferimento assegnati loro, per far avanzare l’ucrainizzazione delle società occidentali che fa molto croce uncinata fucsia con stelle UE, tra bandiere palestinesi e attività di adesione attiva all’estrema destra israeliana. Infatti, se invece del singolo albero guardiamo la foresta, direi che siamo in presenza di un bosco schizofrenico, ma che in realtà ha la sua logica: la stessa delle rivoluzioni colorate e della strategia del caos. Si utilizzano temi sociali e civili per servire il re di Prussia.
Il sostegno a strumenti di comunicazione alternativi e a realtà della società civile non necessariamente di sinistra è il riflesso di una società complessa che presupporrebbe un’analisi della composizione sociale e di classe all’altezza dei tempi e che fosse realmente analisi concreta della situazione concreta.
Il 9 maggio ci sta dicendo di andare oltre nella comprensione dichi siano i nostri e di chi sia il vero nemico che ci sta portando a passi da gigante a una guerra continentale. Comprendere che l’esperimento di gabbia sociale degli ultimi 5 anni è precisamente funzionale a questa guerra. La guerra presuppone un’adeguata forma di fascismo.

Sbaglieremmo se vedessimo il 9 maggio come una mera se pur sacrosanta celebrazione del nostro antifascismo più puro e immarcescibile. Perché ciò non basta. Occorre la consapevolezza che oggi questi valori di pace, uguaglianza sociale, fratellanza tra i popoli, internazionalismo, sono minati dai conduttori stessi di un sistema che sta trasformandosi in una macchina bellica. La consapevolezza di essere opposizione a tutto questo, deve legarsi a quella di andare a posizionarsi nel fronte internazionale che si sta orientando al multipolarismo.
Non è una questione di modelli economico-sociali, se non quella di una grande linea di demarcazione che si articola in tre punti essenziali:
Il superamento dell’era imperialista, coloniale e neocoloniale, suprematista dell’Occidente “caput mundi”. Per un mondo di cooperazione egualitaria tra popoli e paesi.
La centralità della politica sull’economia intesa come centralità del comune, dello stato come espressione degli interessi, dei bisogni e delle aspirazione della maggioranza della società; e su questo si sviluppa la pianificazione di un’economia non più asservita agli interessi di pochi circoli finanziari e di multinazionali.
Il forte legame tra la rinascita della nazione scevra dalla vecchia dominazione e l’internazionalismo popolare e proletario, ossia tra l’autodeterminazione dei popoli e il declino del dominio imperialista, poiché ogni liberazione rafforza il campo anticoloniale e antimperialista ed è un colpo ben assestato all’imperialismo.
Queste sono anche le tre premesse per una lotta di classe al socialismo, ne determinano i tempi e i modi della sua transizione.
Pertanto la scelta di campo per il multipolarismo e il sostegno alla sua espressione politica ed economico più compiuta e progettualmente fattuale, ossia i BRICS, deve essere ben chiara.
Per concludere, ho citato prima la Palestina: se si fanno anche mille manifestazioni senza schierarsi seriamente contro l’imperialismo e per il multipolarismo, queste serviranno solo ad attirare massa per gli stessi che sostengono in armi e politiche di collaborazione i nazi sionisti genocidi.
Alle oligarchie neocom e dem, quelle dominanti sono tutte di sinistra, non gliene frega nulla delle tue manifestazioni. L’importante è che non diventi un bullone nell’ingranaggio della guerra imperialista e della macelleria neoliberale delle politiche di guerra interna ed esterna contro le classi subalterne e i popoli.
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NOTE
1. Il 9 maggio 1945 è una data storica fondamentale per l’Europa: segna la fine della Seconda guerra mondiale in Europa, con la resa incondizionata della Germania nazista all’Unione Sovietica e agli Alleati.
2. Federico Rampini sostiene corbellerie tipo: che il maggior tributo nella seconda guerra l’abbiano dato gli alleati, a fronte invece degli oltre 28 milioni di morti tra i cittadini e i soldati sovietici, e che la Germania di Hitler si sarebbe alleata con l’URSS di Stalin prendendo a pretesto il patto Molotov Von Ribbentrop, dopo che l’URSS ha cercato diverse volte un sodalizio con le democrazie liberali in funzione anti-nazista nonostante le loro politiche di aggressione al paese sovietico sin dalla guerra civile contro le armate bianche sin dal 1919-20 fino al 1923. Il prof. Barbero spiega molto bene le ragioni del patto Molotov Von Ribbentrop (https://www.youtube.com/watch?v=hwjmY0Z1PEA)
3. “Putin isolato” fa ridere i polli. Basta soltanto vedere questi 10 minuti di video (https://www.youtube.com/watch?v=VAs1L0I7xIc) per vedere la presenza dei maggiori leader mondiali, non solo dei BRICS.
4. Ieri e oggi, per fare un esempio, abbiamo manifestato al sacrario e al monumento dei caduti a Casalecchio di Reno. E oggi persino con i Gonfaloni del Comune. Il che la dice lunga dei malumori persino dentro il PD, considerando come si esprime un Comune amministrato dai dem che riconosce una manifestazione organizzata dal Comitato Ucraina Antifascista, Belarus e la “famigerata” RER Assocazione Culturale Russia Emilia Romagna, oggetto della censura a opera della junta Lepore a Villa Paradiso per aver organizzato l’iniziativa sulla lunga amicizia tra Russia e Corea del Nord. Per quanto tempo ancora i piddini si gestiranno l’anatra zoppa della UE stile nazi and warfare della Bomber Leyen e della Javelin-Kallas?
5. Qui Calin Georgescu (https://www.youtube.com/watch?v=v4It-5_RcnQ) l’ex candidato vincente le le elezioni rumene poi annullate con scuse risibili e spudoratamente a opera di agenti al soldo degli euro-atlantisti, spiega molto bene quanto accaduto. Inoltre qui abbiamo l’analisi su Ottolina TV dell’esito successivo (https://www.youtube.com/watch?v=i_QIlsV9xFQ): non si va contro la volontà popolare!
6. Qui l’Opinione (https://opinione.it/politica/2025/03/14/salvatore-di-bartolo-democrazia-sorvegliata-carlo-calenda-proposta-legge/) lo spiega molto bene.
7) Due attacchi alla libera informazione condotti rispettivamente a Visione Tv e a Byoblu, due canali indipendenti: uno su digitale (canale 262) e l’altro web tv. Nel primo caso su Linkiesta, Massimiliano Coccia, compagno della vicepresidente del Parlamento Europeo, anticipava come notizia ciò che poi è regolamente avvenuto: la chiusura del conto corrente di Visione Tv a opera di Banca Intesa. Su l’Indipendente il resoconto (https://www.lindipendente.online/2025/02/15/intesa-sanpaolo-chiude-il-conto-di-visione-tv-lemittente-accusata-di-filoputinismo/). Nel secondo caso, col pretesto di aver intervistato in remoto il giornalista russo Vladimir Solov’ëv, la sempre “stranamente” presente Pina Picierno ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea contro Byoblu, accusandola di aver violato le sanzioni UE (https://www.byoblu.com/lettera-ue/).
8. Hobby e lobby… non è un gioco di parole. Per saperne di più sull’attività di questa dem a Bruxelles vedere qui (https://www.youtube.com/watch?v=Ir04wdacaUg) è una puntata di Ottosofia dedicata a lei.