Se ci si prende la briga di seguire non le panzane che raccontano a profusione dai media asserviti, ma i diversi analisti dei vari canali web di nicchia, ma attendibili (vedi Fronte Zero, Ottolina TV, Polivox, ecc.), si comprende che l’immobiliarista megalomane che fa la guerra dopo non aver ottenuto il nobel per la pace, è caduto in un bel cul de sac con l’aggressione all’Iran.
Per Custer ci fu Little Big Horn, sottovalutando le forze in campo dei pellerosse, mentre Trump ha avuto i sionisti, ebraici o cristiani che siano a spingerlo verso un conflitto da cui gli USA usciranno conle ossa rotte indipendentemente dai danni (e non saranno pochi) che potanno infliggere all’Iran.
L’istrione di Mar-a-Lago, dopo aver alienato il consenso che aveva con operazioni parafasciste come quelle dell’ICE, ricattato dal Mossad sui file di Epstein, con il suo nome che compare 5mila volte, ricattato, o da businessman con accordi in essere da mantenere, ha imbarcato tutto il paese in un’operazione a due, condotta da quell che ormai tutti chiamiamo coalzione Epstein.
Ormai a queste élite che sparano cazzate e falsità a ogni piè sospinto gran parte delle pubbliche opinioni non credono più, tanto sono plateali quanto contraddittorie. Nessuno, a parte gli armieri e i fondi di investimento che li gestiscono, con i vari rentier che ci guadagnano, vuole la guerra e uno stato di guerra nell’economia e nella società. Ma nonostante questo il boccalone della Casa Bianca, mal consigliato dalle cricche che spingono per questa soluzione è andato a mettere le mani dentro il nodo di un crotalo. L’Iran infatti erano decenni che che si stava preparando per questa evenienza e nessuno crede né alla tecnologia bellica degli USA, più frutto di speculazioni lobbstiche che di reale innovazione, che in queste ore viene bucata dalla tattica missilistica di Teheran, nè al fatto che basteranno le 5 settimane in cui durano i colpi di Custer per piegare una nazione ancora più coesa di ieri, con comandi decentrati che agiscono in autonomia e con tecnologie e intelligence targate Russia e Cina.
Dopo aver fatto carta straccia di ONU diritto internazionale (vedi il sequestro Maduro) e carne di porco il valore delle trattative, usate per fini sordidi (che fanno di USA e Israele due stati canaglia totalmente inaffidabili), Trump ha iniziato questa operazione facendo i conti senza l’oste. E l’oste è una civiltà di migliaia di anni, ben struturata e coesa: se prima della guerra le manifestazioni oceaniche pro Repubblica Islamica erano ben oscurate dai nostri media, ma di fatto la sola realtà significativa in Iran, ora che la demenza USA bombarda i civili, e compie stragi come le 150 bambine trucidate nella scuola di Minab, il regime ha ancora più consenso e risorse umane motivate a resistere un minuto di più dei pedo-satanisti imperialisti. Inoltre l’Iran colpisce forte e duro ed è solo l’antipasto. Già da ora i paesi del Golfo hanno capito che gli USA cercano di proteggere Israele, e poi neppure lui, che la tecnologia dei vari scudi TAD, Patriot non vale una fava. Sanno ormai che la guerra sarà lunga e la finirà Teheran trasformando le cittadelle di lsso artificiali della penisola arabica in un realoded di beduini nel deserto.
Trump può giusto arrivare a novembre, a meno che la guerra non sia più disastrosa del preannunciato. Ma a novembre il big ben dirà stop: sconfitta delle Middle Terms e probabile impeachment. Sì, perché con questa guerra gli USA si giocano tutto, il controllo della regione e la partita delle risorse e delle vie commerciali con la Cina, la credibilità da parte dei vassalli.
Non si può studiare un nemico come per scrivere la sceneggiatura di Rambo Sette. Chi ha architettato questa aggressione non ha capito nulla dell’Iran e del contesto arabo in generale che gli sta attorno. ha puntato alla spettacolarizzazione a uso e consumo dei consumatori da pantofole e tv che stanno ad Austin e non sanno neppure dove sia il Golfo Persico.
Giorgio Gaber cantò la supidità degli americani. E il suo brano di allora suona come il loro de profundis in quanto egemone mondiale. Staremo a vedere, perché la stupidità con l’atomica è la variabile inquietante dei giorni nostri.
Il vero rischio è questo: che l’egemone agonizzante inneschi l’escalation del nucleare. Del resto, al netto di tutte le analisi marxiane sulla crisi del capitalismo, dobbiamo avere cognizione di chi ancora oggi è alla testa dell’Occidente, i gruppi dominanti, le lobbies che muovono i fili, le contraddizioni interne e verso le potenze esterne che come scintille che sprizzano nell’officina di un Efesto demente e paranoico rivelano un’assenza di linea che non sia la riproduzione del potere di questi gruppi ristretti costi quel che costi. La linea del genocidiol’hanno già superata pisciandoci in testa e dicendoci che piove, arrivando persino (vedi la legge sull’antisemitismo che anche in Italia i nostri fascisti bipartsan stanno approvando) a conformare le leggi di “democrazie” messe sotto tutela e censura al mantra sionista che recita che qualsiasi critica tu faccia ad Israele sei antiseita, soprattutto se difendi popoli semiti come i palestinesi… altro nonsenso imposto con fascista nonchalanche. Il potere della coercizione a fronte delle protetse popolari e il potere militare nella guerra che è esterna e interna vanno a braccetto.
Il potere militare lo useranno tutto, non pensiamo che la fine sia vicina. A regolare i conti possono solo pensarci i popoli, compresi quelli interni agli states o alla gabbia europea. All’esterno nei processi di decolonizzazione come nel Sahel o nelle politiche di abbandono del dollaro come moneta di riserva e costruzione di relazionitra aree geopolitiche eterogenee accomunate dalla necessità di farla finita con questo dominio iniquo, spietato e privo di alcuna regola e piano di convivenza mondiale tra nazioni, popolazioni, culture.
Se tutto va bene sarà lunga, ma ormai deve essere chiaro che solo a degli imbecilli manovrati fino alla sinistra falsamente più radicale può venire in mente di questionare sugli aspetti specifici culturali e politici (mai sociali e di classe… strano, no?) guarda caso di paesi che sono d’ostacolo alla geopolitche del dominio imperialista e atlantista statunitense, distraendo la massa dai nodi essenziali di un conflitto esistenziale per l’umanità intera.
Mentre ormai tutta la questione è chiara e adamantina: stare contro queste élite e i loro proxy variegati scientemente come un arlecchino del marketing secondo le logiche del più moderno consenso mediatico e psicografico e stare con ogni paese e popolo che fa da contrasto a questi criminali di stato mondiali, indipendentemente da come ognuno li declini: nuovi Hitler, Quarto Reich, grande Satana a cui si aggiunge a latere di quella sempreverde leniniana di imperialismo la categoria della pedofilia criminale di chi esercità il poteee al di là di ogni limite celebrando negli impulsi sessuali più abietti la sopraffazione verso i più deboli. Mai Pier Paolo Pasolini con Salò, le 120 giornate di Sodoma, fu più profetico e mai regista come Stanley Kubrick con Eyes wide shut indicò la mappa dell’aberrazione fatta regime e cupola infarcita di criminali satanisti, sadici torturatori liturgici.
Il livello a cui è giunto questo potere ci fa capire che ogni gesto, ogni azione che lo contrasti è azione partigiana legittima di fronte alla comunità mondiale degli esseri umani. La visione maoista del nemico principale deve essere il faro guida di una strategia antimperialista globale di liberazione.
All’inizio di questo intervento ho parlato di Little Big Hormuz. Ho selezionato tre video che inserisco qui sotto, che illustrano piuttosto bene la situazione mediorientale in questa guerra scatenata da questo Quarto Reich e a cosa stia preludendo. E Rimando anche a due interventi che pongono tutta la questione per i marxisti rivoluzionari dal lato giusto della storia e dal punto di vista leniniano in questo passaggio politico epocale pieno di confusione voluta e ordita, che rappresenta la manifestazione pratica della prassi del caos dell’imperialismo anche nei contesti polutici e intellettuali che si ritengono antagonisti:
Luciano Vasapollo: https://contropiano.org/documenti/2026/03/05/la-cina-e-vicina-0192635
Nicola Casale: https://www.sinistrainrete.info/estero/32446-nicola-casale-perche-l-iran.html
Gli interventi di Andrei Martyanov, Jeffrey Sachs e Seyed Mohammad Marandi, che valgono più di ogni panzana (non ci vuole poi molto…) profusa a reti spiegate dai media bugiardoni: