Questo post è scritto da chi non da oggi continua a pensare che la cosa migliore che possa esserci per il nostro paese è l’uscita da questa Unione Europea di eurocriminali di stato al servizio delle borghesie imperialiste continentali. Così dovrebbe pensare ogni comunista conseguente a un’analisi sia generale della crisi e delle tendenze in atto che specifica del proprio paese. Così come ogni democratico coerente con gli ideali di giustizia sociale.
Unione Europea
Il cigno nero
Ho atteso qualche giorno prima di riprendere i miei post su questo mio blog. Non perché non comprendevo cosa stia accadendo, ma per poter fare delle considerazioni in modo più sintetico ed esaustivo. Ricapitolando, anche a beneficio dei posteri, un virus si è diffuso nel mondo partendo dalla Cina: uno della famiglia dei Coronavirus denominato Covid-19. Tra i paesi di secondo contagio c’è anche il nostro, anzi, soprattutto il nostro, che in Europa sta dando il più altro tributo di vittime. Siamo già dopo un mese oltre i diecimila. Ma la gran parte dei contagiati non sono individuati, così come molti che si fanno la malattia in casa e lì spesso muoiono.
Il male perfetto
Adesso minimizzano. Quanta gente sarà stata infettata ma non si saprà mai. Le fabbriche devono funzionare, i negozi aprire e poi le strutture ospedaliere, che già hanno tende da campo esterne, andrebbero al collasso. Dopo l’allarme sociale, chi sta al comando impartisce il contrordine: normalizzare.
Lucidare il tavolo mentre la casa è crollata
Mentre negli USA stanno manifestando in 33 città contro la guerra (vedi qui), in Italia non si leva voce, se non dagli ambienti politici della sinistra radicale e di classe. Non parliamo poi delle Sardine, intente nella loro crociata contro la Lega e l’odio, che hanno perso un’altra occasione per esprimere un barlume di pensiero critico davanti a una macchina bellica di un sistema imperialista di cui facciamo parte come paese nella NATO. E che ci sta portando dritti verso una guerra di vaste proporzioni dopo l’assassinio di Soleimani.