Covid-19
Il mondo che va a pezzi
Il male perfetto
Adesso minimizzano. Quanta gente sarà stata infettata ma non si saprà mai. Le fabbriche devono funzionare, i negozi aprire e poi le strutture ospedaliere, che già hanno tende da campo esterne, andrebbero al collasso. Dopo l’allarme sociale, chi sta al comando impartisce il contrordine: normalizzare.
Stato d’assedio
In Italia è sempre emergenza per qualcosa. La normalità non esiste più. Anzi, l’emergenza, qualunque essa sia, è la normalità. Ma è un’emergenza selettiva: otto bambini che muoiono di cancro negli ultimi venti giorni a Taranto non è emergenza. Più di 50 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno non è emergenza. La nuova emergenza è il Covid-19, o coronavirus: una grande influenzona estremamente contagiosa, fatta iniziare in Cina, nella zona industriale tra le più popolose, crocevia delle linee di comunicazione e trasferita in altri paesi come Corea del Sud, Iran e in Italia, dove il focolaio è compreso tra la Lombardia e il veneto. Praticamente l’area economica di punta del paese.