Per Bologna popolare

Come attivista di Potere al Popolo! sto partecipando al Tavolo sul Lavoro istituito nella campagna elettorale per le comunali di Bologna: Bologna Città Pubblica, Marta Collot Sindaco. Quello che segue è un documento politico che ho redatto dopo le due assemblee di PaP! e la prima riunione del Tavolo sul Lavoro.

In appendice anche alcuni appunti sulla sanità. Buona lettura.

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Il lockdown ha fatto scuola

Chi ha sottovalutato le misure paranaziste di questo ultimo anno e mezzo, forse non capirà nulla neanche adesso.
Tra coprifuochi e divieti a uscire di casa, oggi con molta facilità si impedisce ai cittadini di andare in una parte della città, in una zona. Pensiamo solo in quante altre occasioni utilizzeranno questa limitazione delle libertà civili. Ormai ci hanno preso gusto.

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Con Potere al Popolo verso le elezioni bolognesi

Stiamo preparando la campagna elettorale di Potere al Popolo. Sarà una campagna politica per smacherare le bugie di chi ha fino ad oggi amministrato questa città e ha allargato le esclusioni e le differenze sociali, il divario tra il centri vetrina e le periferie.

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Qualche considerazione sulla lotta di classe negli USA

Anche oggi arrivano notizie dagli USA: bandiere bruciate, statue buttate giù, i nativi americani che contestano la kermesse di Trump in Oklahoma.
Negli USA sta accadendo qualcosa: la lotta di classe. E se accade lì, questo avrà (e sta già avendo, vedi il Regno Unito) ricadute in tutta l’area dei paesi a capitalismo avanzato.

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La batosta. Ma per chi?

Elezioni regionali dell’Emilia-Romagna: vince Bonaccini. Anzi, stravince con un gran 51%, il Movimento Cinque Stelle sparisce confermando quel che il topo Di Maio sapeva già da giorni dai sondaggi mentre stava abbandonando la nave (ma non il ministero), Potere al Popolo e le altre liste della sinistra radicale, non collegate a Bonaccini, si beccano percentuali da prefisso telefonico.

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Autonomia differenziata: prima… alcuni italiani

La prossima domenica si vota in Emilia-Romagna per il presidente della Regione e formare il nuovo parlamentino regionale. Mentre da una parte la destra dominata dalla Lega intende capitalizzare i consensi raccolti in tutti questi anni di allarmismo sui migranti e dall’altra il centro-sinistra lancia anche attraverso il fenomeno delle Sardine la riscossa contro l’ennesimo “fascismo alle porte” appellandosi al “voto utile”, i veri temi restano sotto il tappeto. E uno di questi, uno dei diversi che accomunano destra e centro-sinistra dal Sì TAV alle politiche sul lavoro a quelle sulla “sicurezza” (che il ministro Lamorgese continua ad applicare, all’attacco ai lavoratori in lotta (vedi le multe di Prato), è l’autonomia differenziata.

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Dalla Francia una grande lezione: la lotta paga

Se Macron avesse voluto imporre la pensione a 67 anni come in Italia, sarebbe tornata la ghigliottina in Place de la Concorde. O qualcosa di simile. In Italia la cosa è passata anni fa, col governo Monti sostenuto in modo bipartisan da PD e Forza Italia, praticamente da tutti: una porcata che ha fatto piangere persino chi l’ha redatta, un coccodrillo come la Fornero, che in fatto di superbabypensioni ha ben piazzato la figlia. La cosa in Italia passò con il placet di sindacati complici, che definirli tali è un insulto al sindacalismo vero, CGIL-CISL-UIL, ed è passato di tutto prima e dopo: sin dai tempi di Treu e fino al jobsact di Poletti.

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Potere al Popolo è ufficialmente lista alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna del 26 gennaio

Dopo due mesi  in cui tante compagne e compagni si sono prodigati per raccogliere le firme necessarie, è ufficiale: Potere al Popolo correrà nella competizione regionale emiliano-romagnola con la sua candidata alla presidenza Marta Collot.

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Potere al Popolo alle elezioni amministrative emiliano-romagnole

Ce l’ha fatta. Potere al Popolo sarà presente alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna, grazie alla forza e alla perseveranza delle attiviste e degli attivisti, che in queste settimane hanno raccolto le migliaia di firme necessarie per partecipare. Con personaggi come il sindaco di Carpi, piddino, che non dava il permesso per l’utilizzo di suolo pubblico e le firme i compagni carpigiani hanno dovuto raccoglierle in comune. Sgarbi antidemocratici, arroganza, sorrisi di scherno e frasi sarcastiche nei social, di un ceto di centro-sinistra cinico, che magari dal cooperativismo manageriale e dal sindacato concertativo ha avuto tutto, carriera, stipendio, appalti.Ma questo non li ha fermati.

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Il teleguidato

Ormai lo si vede ovunque in tv. È Mattia Santori, il leader maximo delle Sardine, che oggi dopo le bandiere di partito ha un nuovo nemico: Potere al Popolo. E non è un caso che in perfetta malafede confonda la bandiera rossa del Comitato Firenze Sud con una presunta bandiera di PaP nel narrare le vicende della manifestazione di Firenze. Deve tirare la volata a Bomaccini alle regionali dell’Emilia-Romagna ed esattamente come ha fatto il sindaco di Carpi del PD (molto “democraticamente”) che ha costretto PaP a raccogliere le firme necessarie a partecipare alle elezioni nel solo comune della città, ha ricevuto un’imbeccata precisa che lo teleguida in TV: attaccare Potere al Popolo. La cosa è piuttosto evidente.

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