Dalla Francia una grande lezione: la lotta paga

Se Macron avesse voluto imporre la pensione a 67 anni come in Italia, sarebbe tornata la ghigliottina in Place de la Concorde. O qualcosa di simile. In Italia la cosa è passata anni fa, col governo Monti sostenuto in modo bipartisan da PD e Forza Italia, praticamente da tutti: una porcata che ha fatto piangere persino chi l’ha redatta, un coccodrillo come la Fornero, che in fatto di superbabypensioni ha ben piazzato la figlia. La cosa in Italia passò con il placet di sindacati complici, che definirli tali è un insulto al sindacalismo vero, CGIL-CISL-UIL, ed è passato di tutto prima e dopo: sin dai tempi di Treu e fino al jobsact di Poletti.

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Comunicazione e organizzazione

Qualsiasi stronzata provenga dalla Casa Bianca e dai suoi tirapiedi è presa per oro colato e rimbalza su tutta la semiosfera. Questo ovviamente serve anche ai nostri governi di sempre per proseguire la loro opera di totale servilismo.
C’è sempre una “verità” preconfezionata. E alla fine la rappresentazione è quella di un mondo alla rovescia, dove i buoni sono sempre da una parte e i cattivi dall’altra.

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Lucidare il tavolo mentre la casa è crollata

Mentre negli USA stanno manifestando in 33 città contro la guerra (vedi qui), in Italia non si leva voce, se non dagli ambienti politici della sinistra radicale e di classe. Non parliamo poi delle Sardine, intente nella loro crociata contro la Lega e l’odio, che hanno perso un’altra occasione per esprimere un barlume di pensiero critico davanti a una macchina bellica di un sistema imperialista di cui facciamo parte come paese nella NATO. E che ci sta portando dritti verso una guerra di vaste proporzioni dopo l’assassinio di Soleimani.

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Il blocco storico gramsciano oggi è tutto nella comunicazione

Montenegro, paese NATO: per far approvare la nuova legge sulla libertà religiosa, che prevede l’esproprio di alcune proprietà della chiesa ortodossa, fanno arrestare i parlamentari d’opposizione del Fronte Democratico per 72 ore. Giusto il tempo per approvare.
Sarebbe come se nel Parlamento italiano Conte e Fico facessero arrestare i parlamentari d’opposizione per far passare una legge. Se lo facessero in Siria? Dittatura!

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Il terrorismo USA è una dichiarazione d’intenti per la guerra

Gli Stati Uniti inaugurano l’anno nuovo con un’azione terroristica che rischia seriamente di provocare un’escalation bellica di vaste proporzioni. Missili lanciati da un mezzo militare militare statunitense hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, “reo” secondo Trump e il Pentagono di aver attaccato l’ambasciata USA a Baghdad, inserendo le manifestazioni popolari antiamericane in una presunta strategia iraniana.
L’attacco è avvenuto all’aeroporto della capitale irachena e ha provocato otto morti oltre a Soleimani.

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Voglio iniziare il 2020 con questa immagine. Il ritratto dell’infamia

Il 2019 ci ha lasciato e se devo scegliere l’immagine più emblematica di questo anno, certamente per me è quella di Cesare Battisti esibito come un trofeo, tra i gongolamenti di Bonafede e Salvini. Il primo, pentastellato, è quello che si esibiva in tuta militare. Del secondo è già stato detto tutto. Non certo dal popolo delle sardine, che probabilmente con Salvini e Bonafede, come tutto il PD, condivide la logica forcaiola e repressiva, riservando la lacrimuccia ai soli migranti che finiscono in fondo al mare. Ma da coccodrilli, visto che gli essere umani nei fondali del Mediterraneo ci finiscono “grazie” a un altro trofeo stavolta del PD e di Minniti: l’accordo con i delinquenti di stato-fazione libici che ha inaugurato i lager in Libia.

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Nicoletta libera subito!

Ieri sera, dopo il decreto sospensivo della libertà, è stata arrestata dai carabinieri Nicoletta Dosio, attivista NoTav, comunista, membro del Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo. La pena da scontare è di un anno. Sotto casa sua e davanti alla gazzella dei carabinieri dove Nicoletta è stata fatta salire decine di abitanti di Bussoleno hanno manifestato la loro indignazione per la traduzione in carcere di una signora di 74 anni, che non si è mai piegata di fronte alla repressione continua dello stato e dei partiti borghesi e reazionari sia di destra che di “sinistra” messa in atto contro il Movimento NoTav.

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Potere al Popolo è ufficialmente lista alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna del 26 gennaio

Dopo due mesi  in cui tante compagne e compagni si sono prodigati per raccogliere le firme necessarie, è ufficiale: Potere al Popolo correrà nella competizione regionale emiliano-romagnola con la sua candidata alla presidenza Marta Collot.

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Potere al Popolo alle elezioni amministrative emiliano-romagnole

Ce l’ha fatta. Potere al Popolo sarà presente alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna, grazie alla forza e alla perseveranza delle attiviste e degli attivisti, che in queste settimane hanno raccolto le migliaia di firme necessarie per partecipare. Con personaggi come il sindaco di Carpi, piddino, che non dava il permesso per l’utilizzo di suolo pubblico e le firme i compagni carpigiani hanno dovuto raccoglierle in comune. Sgarbi antidemocratici, arroganza, sorrisi di scherno e frasi sarcastiche nei social, di un ceto di centro-sinistra cinico, che magari dal cooperativismo manageriale e dal sindacato concertativo ha avuto tutto, carriera, stipendio, appalti.Ma questo non li ha fermati.

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