Il fenomeno delle Sardine è nato per “contrastare l’odio” profuso a piene tastiere dai seguaci del capitone Salvini. Detta così può sembrare che il suo popolo abbracci una filosofia comportamentale dedita al dibattito e all’ascolto dell’altro, alla dialettica tra posizioni diverse. E invece… anche no.
politica
Sovranismo… che parola!
Da oggi la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea e subito mi viene in mente l’immagine di Gene Wilder nel film di Mel Brooks Frankestein Junior, mentre alza gli occhi dai libri e urla: si può fare! Per cui, senza entrare nel merito dei più che solidi argomenti della sinistra anti-UE (di cui mi fregio di far parte) e a favore dell’ITALEXIT, oggi vorrei trattare il concetto di sovranismo e soprattutto tutto ciò che sta dietro quello che considero uno degli attacchi politici più forsennati dell’euroliberismo sul piano politico e culturale verso i “sovranisti”.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio
Come potete leggere qui, Mattia Santori, il guru ell’operazione Sardine, si è spinto ben oltre la stigmatizzazione dell’odio profuso dal popolo leghista sui social media. Propone un identificativo per chiunque si iscriva a un social come Facebook cosicché la polizia postale non deve faticare per identificare i soggetti ed è quindi possibile perseguirli. Santori ha proposto anche un daspo come quello che viene attuato nei confronti degli ultras negli stadi e, guarda caso, per chi lede il “decoro” urbano (i poveri) o compie atti considerati dannosi per la comunità (adottato per tanti antagonisti, ma va!).
Prepuzi
Siamo in campagna elettorale e i partiti che si definiscono di sinistra riscoprono il fascismo come rischio estremo. Ma solo fino al 26 gennaio su tutti gli schermi televisivi.
Spiccano i troll dell’esercito demente di Bonaccini, che infestano i social con i loro proclami sul rischio Salvini.
In realtà il fascismo ce lo abbiamo in casa già da anni. Nicoletta Dosio, attivista No Tav, 74 anni, si sta facendo un anno di carcere per un danno di 700 euro provocato da un blocco stradale pacifico.
Potere al Popolo alle elezioni amministrative emiliano-romagnole
Ce l’ha fatta. Potere al Popolo sarà presente alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna, grazie alla forza e alla perseveranza delle attiviste e degli attivisti, che in queste settimane hanno raccolto le migliaia di firme necessarie per partecipare. Con personaggi come il sindaco di Carpi, piddino, che non dava il permesso per l’utilizzo di suolo pubblico e le firme i compagni carpigiani hanno dovuto raccoglierle in comune. Sgarbi antidemocratici, arroganza, sorrisi di scherno e frasi sarcastiche nei social, di un ceto di centro-sinistra cinico, che magari dal cooperativismo manageriale e dal sindacato concertativo ha avuto tutto, carriera, stipendio, appalti.Ma questo non li ha fermati.
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12 dicembre 1969, la strage di Piazza Fontana a Milano
A cinquant’anni dalla strage del 12 dicembre 1969, alla banca nazionale dell’Agricoltura a piazza Fontana a Milano, occorre fare alcune considerazioni sullo stato della democrazia nel nostro paese.
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Il teleguidato
Ormai lo si vede ovunque in tv. È Mattia Santori, il leader maximo delle Sardine, che oggi dopo le bandiere di partito ha un nuovo nemico: Potere al Popolo. E non è un caso che in perfetta malafede confonda la bandiera rossa del Comitato Firenze Sud con una presunta bandiera di PaP nel narrare le vicende della manifestazione di Firenze. Deve tirare la volata a Bomaccini alle regionali dell’Emilia-Romagna ed esattamente come ha fatto il sindaco di Carpi del PD (molto “democraticamente”) che ha costretto PaP a raccogliere le firme necessarie a partecipare alle elezioni nel solo comune della città, ha ricevuto un’imbeccata precisa che lo teleguida in TV: attaccare Potere al Popolo. La cosa è piuttosto evidente.
Dalla Francia al Cile è l’ora del…
I fatti parlano chiaro, ma i tg no. I media occultano o spezzettano i fatti distorcendoli, facendo di tutto per non collegarli tra loro. Così, nella società globalizzata, dove un battito di farfalla a 12 mila chilometri fa cadere la borsa di Hong Kong, non ci sarebbe relazione tra la rivolta sociale in Cile e la lunga lotta dei Jilet Jaunes, che dura da più di un anno e che oggi riprende vigore con la mobilitazione permanente nelle piazze contro la legge sulle pensioni di Macron. Ma questa è la lotta di classe, bellezza!
Il Joker e le Sardine
Eh, sì è proprio un movimento nato male quello delle Sardine. Anzi, non è nemmeno un movimento: è un fenomeno che potrà anche essere iniziato in modo spontaneo (la storiella dei quattro ragazzi bolognesi), ma poi come altri fenomeni simili ha totalmente inibito ogni spinta conflittuale per recintarla nella dicotomia odio-amore.
Alle regionali dell’Emilia-Romagna vota Potere al Popolo!
Potere al Popolo! è l’unica realtà politica della sinistra che dice le cose come stanno e quindi ciò che intende fare sul serio. E le cose stanno in questo modo: finché si seguiranno le regole imposte dai trattati dell’Unione Europea, ossia il pareggio di bilancio e il patto di stabilità, per le pubbliche amministrazioni non è possibile realizzare politiche di sviluppo dei servizi alla persona dalla sanità all’istruzione, di bonifica del dissesto idrogeologico, di aumenti dei salari minimi per chi lavora nel pubblico degli enti locali, di reinternalizzazione dei servizi bloccando le privatizzazioni e così via.
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