Dopo due mesi in cui tante compagne e compagni si sono prodigati per raccogliere le firme necessarie, è ufficiale: Potere al Popolo correrà nella competizione regionale emiliano-romagnola con la sua candidata alla presidenza Marta Collot.
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Potere al Popolo alle elezioni amministrative emiliano-romagnole
Ce l’ha fatta. Potere al Popolo sarà presente alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna, grazie alla forza e alla perseveranza delle attiviste e degli attivisti, che in queste settimane hanno raccolto le migliaia di firme necessarie per partecipare. Con personaggi come il sindaco di Carpi, piddino, che non dava il permesso per l’utilizzo di suolo pubblico e le firme i compagni carpigiani hanno dovuto raccoglierle in comune. Sgarbi antidemocratici, arroganza, sorrisi di scherno e frasi sarcastiche nei social, di un ceto di centro-sinistra cinico, che magari dal cooperativismo manageriale e dal sindacato concertativo ha avuto tutto, carriera, stipendio, appalti.Ma questo non li ha fermati.
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12 dicembre 1969, la strage di Piazza Fontana a Milano
A cinquant’anni dalla strage del 12 dicembre 1969, alla banca nazionale dell’Agricoltura a piazza Fontana a Milano, occorre fare alcune considerazioni sullo stato della democrazia nel nostro paese.
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Il teleguidato
Ormai lo si vede ovunque in tv. È Mattia Santori, il leader maximo delle Sardine, che oggi dopo le bandiere di partito ha un nuovo nemico: Potere al Popolo. E non è un caso che in perfetta malafede confonda la bandiera rossa del Comitato Firenze Sud con una presunta bandiera di PaP nel narrare le vicende della manifestazione di Firenze. Deve tirare la volata a Bomaccini alle regionali dell’Emilia-Romagna ed esattamente come ha fatto il sindaco di Carpi del PD (molto “democraticamente”) che ha costretto PaP a raccogliere le firme necessarie a partecipare alle elezioni nel solo comune della città, ha ricevuto un’imbeccata precisa che lo teleguida in TV: attaccare Potere al Popolo. La cosa è piuttosto evidente.
TG2, chi ha liberato Auschwitz?
Accade che il TG2 fa un servizio sulla morte di Piero Terracina, ebreo sopravvissuto ad Auschwitz. E fin qui più che bene. Ma nel racconto cosa dice? … che Auschwitz è stata liberata dagli USA! Nel servizio, tra l’altro, è possibile vedere i liberatori con i noti colbacchi e stella rossa dei Marines. Persino sulle immagini che mandano in onda i giornalisti dicono cazzate.
Allarme democratico
Mentre questo governo fa il pieno di consensi con le Sardine, ricevo un allarme che arriva dai compagni del Si Cobas: come dentro una strategia pianificata, sotto Natale si stanno intensificando le provocazioni contro le lotte e il sindacato di base; in queste ore la situazione è drammatica: Alessandria, Porto S.Elpidio, Fermo, Castellarano, Brescia – cessioni di interi rami d’azienda ‘per licenziare il personale iscritto Cobas (140 solo a Fermo), botte e lacrimogeni ai picchetti, fermi pretestuosi dei dirigenti, decine di denunce, fogli di via e prime procedure (gravissime) di ritiro/non rinnovo di permessi di soggiorno per le avanguardie.
Il MES, questo sconosciuto
Tra tutti i contributi e gli interventi, non ho ancora visto una spiegazione semplice ed esaustiva di cosa sia il MES.
Non basta dire che è una iattura. Occorre spiegare in modo chiaro alla gente che cos’è, a cosa serve, dove ci porta.
Se alla disinformazione dei media ci aggiungiamo la nostra incapacità di comunicare, siamo a posto.
Dalla Francia al Cile è l’ora del…
I fatti parlano chiaro, ma i tg no. I media occultano o spezzettano i fatti distorcendoli, facendo di tutto per non collegarli tra loro. Così, nella società globalizzata, dove un battito di farfalla a 12 mila chilometri fa cadere la borsa di Hong Kong, non ci sarebbe relazione tra la rivolta sociale in Cile e la lunga lotta dei Jilet Jaunes, che dura da più di un anno e che oggi riprende vigore con la mobilitazione permanente nelle piazze contro la legge sulle pensioni di Macron. Ma questa è la lotta di classe, bellezza!
T’ho scoperto … sardina!
Volete scoprire i fenomeni pilotati del PD? Basta solo introdurre temi sociali e politici che non siano quelli generici e banali posti da non meglio qualificati organizzatori. E’ quello che succede in queste settimane sulle pagine e sui gruppi dei social che sono sorti a nome delle Sardine.