Autonomia differenziata: prima… alcuni italiani

La prossima domenica si vota in Emilia-Romagna per il presidente della Regione e formare il nuovo parlamentino regionale. Mentre da una parte la destra dominata dalla Lega intende capitalizzare i consensi raccolti in tutti questi anni di allarmismo sui migranti e dall’altra il centro-sinistra lancia anche attraverso il fenomeno delle Sardine la riscossa contro l’ennesimo “fascismo alle porte” appellandosi al “voto utile”, i veri temi restano sotto il tappeto. E uno di questi, uno dei diversi che accomunano destra e centro-sinistra dal Sì TAV alle politiche sul lavoro a quelle sulla “sicurezza” (che il ministro Lamorgese continua ad applicare, all’attacco ai lavoratori in lotta (vedi le multe di Prato), è l’autonomia differenziata.

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Come potete leggere qui, Mattia Santori, il guru ell’operazione Sardine, si è spinto ben oltre la stigmatizzazione dell’odio profuso dal popolo leghista sui social media. Propone un identificativo per chiunque si iscriva a un social come Facebook cosicché la polizia postale non deve faticare per identificare i soggetti ed è quindi possibile perseguirli. Santori ha proposto anche un daspo come quello che viene attuato nei confronti degli ultras negli stadi e, guarda caso, per chi lede il “decoro” urbano (i poveri) o compie atti considerati dannosi per la comunità (adottato per tanti antagonisti, ma va!).

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Prepuzi

Siamo in campagna elettorale e i partiti che si definiscono di sinistra riscoprono il fascismo come rischio estremo. Ma solo fino al 26 gennaio su tutti gli schermi televisivi.
Spiccano i troll dell’esercito demente di Bonaccini, che infestano i social con i loro proclami sul rischio Salvini.
In realtà il fascismo ce lo abbiamo in casa già da anni. Nicoletta Dosio, attivista No Tav, 74 anni, si sta facendo un anno di carcere per un danno di 700 euro provocato da un blocco stradale pacifico.

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Dalla Francia una grande lezione: la lotta paga

Se Macron avesse voluto imporre la pensione a 67 anni come in Italia, sarebbe tornata la ghigliottina in Place de la Concorde. O qualcosa di simile. In Italia la cosa è passata anni fa, col governo Monti sostenuto in modo bipartisan da PD e Forza Italia, praticamente da tutti: una porcata che ha fatto piangere persino chi l’ha redatta, un coccodrillo come la Fornero, che in fatto di superbabypensioni ha ben piazzato la figlia. La cosa in Italia passò con il placet di sindacati complici, che definirli tali è un insulto al sindacalismo vero, CGIL-CISL-UIL, ed è passato di tutto prima e dopo: sin dai tempi di Treu e fino al jobsact di Poletti.

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Comunicazione e organizzazione

Qualsiasi stronzata provenga dalla Casa Bianca e dai suoi tirapiedi è presa per oro colato e rimbalza su tutta la semiosfera. Questo ovviamente serve anche ai nostri governi di sempre per proseguire la loro opera di totale servilismo.
C’è sempre una “verità” preconfezionata. E alla fine la rappresentazione è quella di un mondo alla rovescia, dove i buoni sono sempre da una parte e i cattivi dall’altra.

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Lucidare il tavolo mentre la casa è crollata

Mentre negli USA stanno manifestando in 33 città contro la guerra (vedi qui), in Italia non si leva voce, se non dagli ambienti politici della sinistra radicale e di classe. Non parliamo poi delle Sardine, intente nella loro crociata contro la Lega e l’odio, che hanno perso un’altra occasione per esprimere un barlume di pensiero critico davanti a una macchina bellica di un sistema imperialista di cui facciamo parte come paese nella NATO. E che ci sta portando dritti verso una guerra di vaste proporzioni dopo l’assassinio di Soleimani.

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Il blocco storico gramsciano oggi è tutto nella comunicazione

Montenegro, paese NATO: per far approvare la nuova legge sulla libertà religiosa, che prevede l’esproprio di alcune proprietà della chiesa ortodossa, fanno arrestare i parlamentari d’opposizione del Fronte Democratico per 72 ore. Giusto il tempo per approvare.
Sarebbe come se nel Parlamento italiano Conte e Fico facessero arrestare i parlamentari d’opposizione per far passare una legge. Se lo facessero in Siria? Dittatura!

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Il terrorismo USA è una dichiarazione d’intenti per la guerra

Gli Stati Uniti inaugurano l’anno nuovo con un’azione terroristica che rischia seriamente di provocare un’escalation bellica di vaste proporzioni. Missili lanciati da un mezzo militare militare statunitense hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, “reo” secondo Trump e il Pentagono di aver attaccato l’ambasciata USA a Baghdad, inserendo le manifestazioni popolari antiamericane in una presunta strategia iraniana.
L’attacco è avvenuto all’aeroporto della capitale irachena e ha provocato otto morti oltre a Soleimani.

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Voglio iniziare il 2020 con questa immagine. Il ritratto dell’infamia

Il 2019 ci ha lasciato e se devo scegliere l’immagine più emblematica di questo anno, certamente per me è quella di Cesare Battisti esibito come un trofeo, tra i gongolamenti di Bonafede e Salvini. Il primo, pentastellato, è quello che si esibiva in tuta militare. Del secondo è già stato detto tutto. Non certo dal popolo delle sardine, che probabilmente con Salvini e Bonafede, come tutto il PD, condivide la logica forcaiola e repressiva, riservando la lacrimuccia ai soli migranti che finiscono in fondo al mare. Ma da coccodrilli, visto che gli essere umani nei fondali del Mediterraneo ci finiscono “grazie” a un altro trofeo stavolta del PD e di Minniti: l’accordo con i delinquenti di stato-fazione libici che ha inaugurato i lager in Libia.

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