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Sull’antifascismo di facciata… per la rivoluzione colorata
Pubblico un paio di miei interventi scritti come post sul mio spazio FB, sulla scorta delle bastonate che si sono presi degli studenti alla Sapienza dalla polizia durante la contestazione dell’iniziativa promossa da Azione Universitaria. Ovviamente l’antifascismo è sempre una pratica politica importante, ma la riflessione non deve soffermarsi a ciò che sembra scontato: oggi al governo c’è una destra che cerca di conciliare gli interessi di un elettorato i cui ceti di riferimento sono costituti da quella borghesia piccolo-imprenditoriale colpita dalle restrizioni pandemiche e dall’economia di guerra (vedi il costo del gas e dell’elettricità), con le politiche neoliberali e di guerra al servizio del capitale multinazionale e delle oligarchie imperialiste e atlantiste. Associare questo governo a un presunto regime fascista è un’operazione fuorviante su quello che è il vero fascismo oggi.
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Ci abituano alla guerra nel continente dopo averci preparato con la gestione pandemica
Per il virus, coprifuoco, orari draconiani per le attività, distanziamento, pass, sieri…
Per la carenza di gas, razionamento, coprifuoco, economia di guerra, pass, orari draconiani per le attività, psicofarmaci…
Per il rischio di guerra nucleare, razionamento, coprifuoco, economia di guerra, pass, orari draconiani per le attività, pastiglie di iodio…
E’ una guerra sociale dei vertici della società contro le “eccedenze produttive” nel ciclo di accumulazione e valorizzazione del capitale in crisi sistemica, nel declino dell’egemonia USA e del dollaro.
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Avviso ai naviganti
“Io sono un europeista convinto. Credo molto nel progetto di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi…” (De Magistris)
Vicolo… ceco
Programmi
Ho preso le sintesi(1) dei programmi di due liste che intendono porsi in opposizione e alternativa politico-sociale ai governi fin qui avuti nel nostro paese e qui mi fermo, capirete poi il perché. I programmi sono di Unione Popolare per De Magistris e Italia Sovrana e Popolare. Li riporto qui sotto:
Siamo già in guerra
Lo capisci veramente quando di fronte a un atto terroristico di criminali ucraini al soldo del loro governo, nel quale Daria Dugina figlia di Dugin salta in aria, nessun media di regime occidentale lo qualifica come terrorismo e, di conseguenza, nei commenti dei vari post di HuffItalia e del Corriere, viene fuori tutta la merda del compiacimento.
Vogliamo parlare di politica? Parliamone.
Arcobalenite
Riguardo la dichiarazione di intenti che nella cordata Manifesta-De Magistris riunisce tutto il gotha della sinistra cd di classe, non posso non fare alcune osservazioni. Chi mi conosce sa che io provengo dall’area che ha in Potere al Popolo! l’ultima significativa espressione politica di un percorso iniziato anni fa e poi confluito in PaP insieme alla compenente napoletana che aveva dato vita dal CS Je so’ pazzo, a questa organizzazione. Se ben mi ricordo, prima con ROSS@, poi con Eurostop, l’elemento strategico della politica antagonista messa in campo era la rottura con l’UE e l’uscita dalla NATO, nell’ipotesi di costruire un’area Euromediterranea, la cd ALBA Euromediterranea.
C’è bisogno di commentare?
Io direi proprio di no. 37 morti dati per certi, poi non si sa. La brutalità della polizia marocchina a Melilla, l’indifferenza europea, l’euforia di Sanchez, il silenzio della stampa, la giustificazione nel dare la responsabilità alla “calca”, come se la causa di questo crimine targato UE fosse di una massa di migranti esagitati, che non sanno stare al loro posto.
E le politiche UE, come quelle di Minniti per la Libia. Lo scambio col Marocco: tenetevi la zona subsahariana, a culo i Sarawi, e in cambio la ferocia per fermare i migranti, come con la Turchia. Lo schifo. E poi mi si parla di armi all’Ucraina e si usano due pesi e due misure.