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Crisi e guerra, un ragionamento sull’attuale situazione geopolitica mondiale
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Arrestano per la pubblicazione di un giornale…
In ricordo di Roberto
Il mio intervento di ieri sera a Villa Paradiso, in memoria dell’amico e compagno Roberto Sassi.
Me lo ricordo ancora, credo in via Zamboni in zona universitaria. Me lo sono trovato davanti, con una sua domanda secca: sei con noi o con loro? Io studente medio come lui, sapevo a mala pena delle divisioni interne, Autonomia Operaia da una parte, Autonomia Operaia dall’altra.
Io risposi: con loro, ma non sapevo che in realtà, anche se i Settanta e gli Ottanta hanno fatto la loro storia, nei decenni a venire ci saremmo ritrovati tante volte.
Riflessioni su una sinistra di classe che sbaglia
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Danse macabre
A dire il vero della morte di Berlusconi non me ne frega nulla.
La cosa sconcertante però è che una miriade di invorniti sinistrati se ne viene fuori con esternazioni da veri ignoranti e seguendo il mainstream che da anni occulta chi siano i veri responsabili e decisori delle politiche più reazionarie, guerrafondaie e imperialiste. Una torma di imbecilli così mi ha stupito: con commenti demenziali persino da personaggi, amici che credevo che per la frequentazione con Valerio Evangelisti avessero imparato qualcosa e che ho dovuto bannare perché capacissimi nel loro non capire nulla delle miei posizioni politiche di associarmi a qualche connivente con le destre.
Presa di posizione
Pubblico alcune considerazioni riguardanti il mio punto di vista su questa fase politica sul piano nazionale e internazionale. Lo faccio senza peli sulla lingua e considerando che ormai la quasi totalità di quella che ama definirsi “sinistra di classe” o “movimento antagonista” è in totale confusione politica. Buona lettura.
«Romagna mia…»
Sul sentiment del popolo…
“L’inno nazionale e la bandiera non assumono mai il significato di sciovinismo o nazionalismo ideologico. Si tratta di una proclamazione d’identità cittadina: “la nazione siamo noi, il popolo”. Questo popolo si omogeneizza nell’azione e attraverso l’azione. Acquisisce progressivamente un’autonomia decisionale e di presenza pubblica.”
Quale 1° maggio?
Il 1° maggio è festa del lavoratori e non del lavoro
Sarebbe da contestare il concetto di festa, con tutto il suo strascico di concertoni CGIL-CISL-UIL, a causa dei quali le lavoratrici e i lavoratori hanno ben poco da festeggiare: decenni di svendite a favore del mantra capitalistico che dagli anni ’80 in poi ha introdotto nella politica economica italiana e in quella europea occidentale il neoliberismo, ossia la messa a profitto di ogni pezzo di società e di stato sociale. Con un’Unione Europea che è nata su questi presupposti e che prosegue il suo ruolino di marcia a vantaggio non dei popoli europei e delle classi lavoratrici, ma dei gruppi della finanza e delle multinazionali.