Convoy… o senza di voy!

L’ultimo episodio di un vasto movimento di massa mondiale contro le restrizioni pandemiche: la rivolta dei camionisti canadesi, mi ha indotto a proseguire le mie riflessioni a ruota libera, auspicando che possano essere utili nel confronto politico a sinistra. Oggi, anche in una situazione in cui il movimento italiano sta subendo una flessione dovuta in parte all’attacco fortemente aggressivo da parte del regime draghista (obbligo vaccinale per gli over 50, misure draconiane mediante il green pass e super green pass), preso allo stremo, vediamo entrare sulla scena conflittuale, segmenti politici e sindacali della sinistra di classe, vediamo una politicizzazione in senso marxista degli Studenti contro il green pass. Anche se in ritardo l’antagonismo anticapitalista fa la sua apparizione. Si tratta di recidere i cordone ombelicale di una sinistra gruppettara e autoreferenziale: per “convoy … o senza di voy” è più che altro un’affermazione pleonastica. Infime chiedo venia per il carattere di questo intervento che ha più la forma di un insieme di note sparse. Buona lettura.

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L’orchestrina di Auschwitz

Un mio caro amico, un compagno che è tra i gestori di un centro sociale (ovviamente non menziono né nome né luogo) ha disdetto una ricorrenza piuttosto significativa: quella dello striscione del Drago dell’Autonomia Operaia del ’77 bolognese. Per fare la festa sarebbe occorso il green pass. E ve lo immaginate compagne e compagni che ancora si riconoscono in quella storia di sinistra rivoluzionaria e di classe, dover esibire il pass che oggi discrimina le persone… un ossimoro, una contraddizione palese e diciamolo: umiliante.

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Appunti sullo Stato etico

Siamo entrati nell’era dello “stato etico”, uno stato che decide per te sul tuo corpo, sulle tue più intime scelte di vita, su cosa puoi e devi fare e cosa no. E lo fa mettendo in campo nella società un moralismo discriminatorio, da vera e propria crociata, utilizzando tutti i mezzi di comunicazione di massa di cui ha il controllo, ossia: tutti.

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Alcune considerazioni sulle manifestazioni del 15 gennaio

La manifestazione del 15 gennaio, con le due piazze romana e milanese, al di là del proclama di Ugo Mattei alla costituzione di un Comitato di Liberazione Nazionale, ha visto andare in scena una massa di partecipanti dietro le bandiere egemoni di una borghesia liberale, espressione di quei ceti medi attaccati dall ristrutturazione economica draghista e pandemica.

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La sinistra antagonista si organizza nel movimento no green pass

Dopo mesi in cui tante compagne e compagni sono andati in ordine sparso nel grande movimento di massa contro le restrizioni ricattatorie del governo Draghi, contro il green pass e mettendo in discussione la narrazione del pensiero unico sui sieri genici, oggi sarà presente nelle due piazze principali, Roma e Milano la sinistra antagonista.

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“Ma dove mi sono andato a Cacciari…”

Massimo Cacciari evidentemente ha compreso di essersi infilato in un cul de sac, ossia che sarebbe stato trattato come un paria dai media, da tutto il mondo culturale, accademico, della politica con le sue posizioni “no vax”. Per cui l’exit strategy che ha scelto è socratica. La potete leggere qui.

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Nasce il Comitato di Liberazione Nazionale

Ugo Mattei, giurista e cattedratico dell’Università di Torino dà vita al CLN contro “il neoliberismo” draghista. Queste sono le sue parole. Nell’intervista a Byoblu e poi nel discorso alla manifestazione di ieri (vedi qui sotto) a Torino, il professore ha dato un taglio sì costituzionale al movimento di Resistenza popolare al green pass e alla gestione autoritaria della pandemia, ma mettendo al centro i valori dell’antifascismo, citando i GAP, lo sciopero generale del 1943, Dante Di Nanni e Giovanni Pesce, il diritto alla Resistenza da parte del popolo.

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Sulle misure del governo prese ieri pomeriggio

Con quest’ultimo dispositivo, il governo Draghi prosegue il suo attacco a quelle che erano normali libertà civili in tempi di democrazia borghese. In pratica un colpo di stato a tappe che ci sta portando a un fascismo bio-politico, a un totalitarismo dominato dalle regole neoliberiste e della tecnocrazia.

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