Crescono in questi giorni le pressioni del PD, LeU e Italia Viva nei confronti dei pentastellati che hanno fatto argine, una sorta di linea del Piave riguardo il MES. Ovviamente i grillini (stavolta sostenuti dallo stesso Grillo) che passano per dissidenti, quando il non al MES era nel programma del movimento, non hanno la più pallida idea di quale sia la posta in gioco. Si oscilla tra un anti-europeismo del passato e una genrica paura di indebitare il paese, leggi: le future generazioni.
PD
Patrimoniale
In questi giorni nel “belpaese” ha tenuto banco tra i politicanti la patrimoniale. Non stiamo parlando certo di una radicale redistribuzione della ricchezza sociale, ma di una sorta di contributo simbolico (attorno al 1-3%) per le rendite sopra i 500 mila euro. Apriti cielo. Così come accade per chi intende criticare i vicoli europei, la mancanza di dati dei vaccini Moderna Pfizer (vedi il fango su Crisanti), anche per la patrimoniale i soliti cerberi dello status quo borghese, da destra e sinistra, si sono scagliati lancia in resta per allontanare anche la sola idea di togliere una sola cucchiaiata dall’oceano di danaro che i ricchi hanno non certo per il sudore della fronte.
Caos PD
«Qualche giorno fa, alcuni circoli del Pd del milanese ricevono dal quartier generale del Nazareno la richiesta di prenotare gli spazi elettorali comunali per la campagna referendaria, disponibili fino al 17 agosto. “«Per il Sì o per il No?”, domandano. Che ingenui. “Intanto prenotate, vi faremo sapere”.»
(da La Repubblica)
Secondo voi il PD è un partito serio? Mentre Zingaretti apre al sì previa riforma elettorale prima del 20 settembre, Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna fa un deciso outing per il sì. E Santori delle Sardine si pronuncia per il No. Insomma, c’è tanta chiarezza e coerenza dalle parti del centro-sinistra!
Queste prese di posizione contrastanti creano solo confusione e finiscono con l’indebolire una compagine che si è tenuta in piedi con l’inciucio con i 5Stelle e con operazioni di alchimia sociale nate dallo staff di Prodi come le Sardine.
2 agosto 2020. Una giornata di lotta
Mentre le massime autorità e le forze istituzionali celebravano un una Piazza Maggiore ingessata la solita liturgia autocelebrativa, la sinistra di classe, di lotta, quella che in tutti questi anni ha tenuto alta la bandiera dei diritti e dei bisogni popolari, si riappropriava di piazza Medaglie d’Oro e nel pomeriggio occupava la piazza in cui doveva tenersi la manifestazione fascista revisionista, quella della “pista palestinese”, impedendone lo svolgersi.
La marcia degli zombie
In questa valle di lacrime, in cui cane mangia cane e si è persa ogni cognizione di solidarietà umana, abbiamo i potenti, i persecutori, che sono dei veri e propri predatori e distruttori di ipotesi di vita. I persecutori a loro volta sono spesso perseguiti e prima o poi lo diventano per la ferrea legge del contrappasso: prima o poi tutti dobbiamo morire, ci ammaliano, ce lo mettono nel culo.
Più che di resurrezione c’è bisogno di insurrezione
Parliamo invece del paese reale, a cosa stiamo andando incontro. L’evento Covid-19 ha messo a nudo le contraddizioni stridenti di questo sistema capitalistaneo liberale con miliardi di persone, decine di milioni solo nel nostro continente, la sua inefficacia, l’avulsità con la vita di tutti, a parte il ristretto circolo di rentier, manager e oligarchi.
Leggi tuttoPiù che di resurrezione c’è bisogno di insurrezione
La nave dei folli
Il bauscia
Bollettino N.2
Sardine. Ieri si è svolta la manifestazione nazionale delle sardine in Piazza SS Apostoli a Roma, dopo tutte le polemiche e le scissioni soprattutto tra i pescetti romani, che non hanno fatto altro che propagare confusione. Che abisso dalla vasta folla di piazza San Giovanni. Che sia per questo che i quattro dell’ave sardina, i bolognesi, non si siano fatti vedere? Una delusione la loro assenza che ha serpeggiato con grande evidenza tra gli aficionados giunti comunque da ogni parte d’Italia.
Sardine e reti a strascico
Il fenomeno delle Sardine è nato per “contrastare l’odio” profuso a piene tastiere dai seguaci del capitone Salvini. Detta così può sembrare che il suo popolo abbracci una filosofia comportamentale dedita al dibattito e all’ascolto dell’altro, alla dialettica tra posizioni diverse. E invece… anche no.