“Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.”
NATO
Riflessioni sulle sinistre francesi e italiane
Inutile girarci intorno: nel ballottaggio francese delle presidenziali, Il quasi 20% di France Insoumise pesa e non poco. È l’ago della bilancia. E infatti Melenchon si è subito premurato di mettere le mani avanti: non un voto alla Le Pen. Ma forse vuol dire votare Macron? Non lo ha detto, per cui…
Quando saltano gli steccati
La mascherina di Zorro
Dopo vari episodi di imbecillità parafascista, come vietare (poi cosa rientrata) un corso su Dostojevskij, la partecipazione di gatti russi a una mostra felina a Reggio Emilia, e così via e mentre ragazzini russi vengono pestati dai compagni di classe come nel bresciano e ogni voce anche solo ri ragionamento sul conflitto in atto in Ucraina, viene messa a tacere (vedi il caso del prof. Orsini, il cui contratto in RAI è stato annullato), la deputata europea del PD Alessandra Moretti ha “pensato bene” di proporre la persecuzione di chi espone nei social o in genere la lettera Z.
I pacifisti guerrafondai, un ossimoro
Solo in una semiosfera dominata da un pensiero unico fatto di falsificazioni, censure e distorsioni della realtà può reggere una simile narrazione. Parlo della manifestazione di ieri a Firenze, organizzata dal sindaco Nardella presidente di Eurocities e tutta la compagnia armante del PD, con i sindaci del PD Gualtieri di Roma, Lepore di Bologna e quelli di Assisi, Bergamo, Arezzo, in collegamento con quelli ancora di Danzica (Polonia), Madrid, Atene, Marsiglia, Varsavia.
La sinistra petalosa ed euroliberista fomenta la guerra dal salotto di casa
Tra gatti russi “rimbalzati” a mostre feline, direttori d’orchestra russi a cui viene imposta abiura sull’operato dei suoi connazionali e messe alla gogna di Dostoevskij come all’Università Milano Bicocca, stiamo assistendo a una campagna isterica antirussa che non si ferma alla sola critica dell’operato bellico delle classi dirigenti putin-dughiniane e oligarchiche ma si estende a una messa al bando culturale che ha tutto il sapore dei righi di libri di nazista memoria. E infatti se mettiamo in correlazione il sostegno che il PD con personaggi come Pittella e la Quartapelle hanno dato al regime di Kiev bypassando gli otto anni di atrocità ucraine in Donbass e i battaglioni nazisti, con queste purghe culturali dal sapore totalitario e hitleriano, il quadro che ne emerge è veramente inquietante per quei pochi spazi di democrazia che ancora permangono dopo due anni di censura e discriminazioni sulla popolazione italiana portate avanti con la gestione criminale e lucrosa della pandemia.
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Perché sono contrario ai proclami dei sinistrati contro l’attacco russo
E’ ovvio che sono contro la guerra, è ovvio che so bene che Putin rappresenta un capitalismo oligarchico e che le guerre sono sempre combattute da proletari che si macellano gli uni con gli altri per gli interessi delle classi dominanti.
Ma il “no all’attacco russo” vorrei che tutti questi soloni lo andassero a dire ai compagni della Brigata Prizrak, ai combattenti di Donetsk e Lugansk che in queste ore con l’appoggio dell’esercito russo stanno liberando il paese dalla canaglia nazista dei vari battaglioni come l’Azov. Lo vadano a dire alla popolazione del Donbass che da 8 anni subisce bombardamenti e incursioni.
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No alla guerra imperialista!
La situazione in Ucraina sta precipitando in un’escalation bellica di cui non si vedono le proporzioni. Questo conflitto è il risultato di un allargamento a est della NATO che ha disatteso ogni accordo con la Russia, dal crollo dell’URSS fino agli accordi di Minsk. La vulgata dei nostri media al contrario parla di aggressività russa, ma in realtà la questione geopolitica è ben più vasta e le forze in campo in questo conflitto sono meno chiare di quanto ci vogliano fare credere.
La guerra alle porte
Mentre nei vari paesi europei ferve un’opposizione popolare alle varie restrizioni mediante pass, e mentre in Italia le sinistre si spaccano proprio su questa questione, arrivano venti di guerra dal fronte orientale, in Ucraina.
Cartoline dalla Bielorussia
Il copione classico delle rivoluzioni colorate: metti un bel po’ di soldi, infiltri un po’ di manovalanza nazi da Polonia e Ucraina, fai lavorare la CIA e i servizi occidentali, crei il bamboccio di turno, in questo caso la bamboccia, sfrutti le storture di un regime personalistico di un “piccolo padre” come Lukashenko e il gioco è fatto.