capitalismo
La variante cinese
Non è uno spettro ad aggirarsi per l’Europa, ma un morbo che colpisce i comunisti. E’ la variante cinese, che porta vedere lotta di classe laddove non c’è. Finché il morbo era il filosoviettismo ancora si poteva capire: tutto sommato in URSS non esisteva una proprietà privata, e i popoli in lotta nel terzo mondo un qualche aiuto (se utile per chi lo dà) lo ricevevano. Una burocrazia di stato che teneva in piedi con demagogia e un po’ di ideologia diamat, un’idea di socialismo.
La difesa rabbiosa e demente del fortino
L’ultimo pezzo su Contropiano riguardo la questione del green pass e della pandemia esprime tutta la rabbia non contro il governo Draghi, ma contro chi ha osato prendere posizione da sinistra sul green pass e le misure restrittive, rompendo il silenzio imposto e le imposizioni nella mancanza di confronto da parte di gruppuscoli dirigenti che non hanno capito nulla.
Le potenti lenti sono culi di bottiglia
Da almeno un paio d’anni varie organizzazioni comuniste orfane di piccoli padri hanno trovato una grande mamma. Non so se e come si siano fatti adottare, questo riguarda alla fine la loro coscienza, ma quel che è certo è che il sostegno alla Cina di Xi Jinping da parte di questa pletora di partitini non è una scelta tattica, visto che si prodigano a definire il sistema cinese come socialista. Che ci sia a fianco l’aggettivo “originale”, o la qualifica di “storicamente dato”, non cambia la sostanza di un’adesione ideologica che in realtà fa parecchio a cazzotti con la storia del movimento comunista e la sinistra rivoluzionaria italiana da 50 anni e passa a questa parte.
“Natale sicuro, pronti a vaccinare casa per casa”
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In Monti veritas
Mario Monti nelle sue esternazioni a La7, nel programma di De Gregorio e Parenzo, non fa altro che esprimere il parere dell’oligarchia che comanda questo paese e tutto il polo europeo atlantista. L’ex presidente del consiglio parla un linguaggio di guerra, che solo in apparenza è rivolto al virus. In realtà il clima bellico gli serve per legittimare due concetti fondamentali: un’informazione antidemocratica e a reti unificate, praticamente un nuovo Minculpop e l’idea che neanche tanto sotto traccia anima i circoli del potere finanziario e politico: gli italiani non sono educati e non hanno cognizione di cosa sia la politi a e di come farla. Ergo, occorre che ci pensi una sorta di aristocrazia oligarchica, gli esperti, gli uomini di potere che con la loro saggia illuminazione guidino le popolazioni ignoranti e decidano cosa è bene o no per loro.
La camera dello sci(r)occo
Con Lanfranco Caminiti ho avuto da dire su Facebook un mesetto fa per via delle posizioni diverse sulla questione del green pass. E oggi con questo articolo “Parliamo di Draghi” sul suo blog “La camera dello Scirocco” finalmente viene fuori per quello che è: un altro post-operaista che approda all’accettazione dell’atlantismo globalista puntando il dito contro il qanonismo salviniano.
Unità di classe nell’autunno caldo imminente
Lo sblocco dei licenziamenti operato dal governo Draghi con il placet dei sindacati confederali e la foglia di fico del consiglio a usare prima gli ammortizzatori sociali, determinerà dall’autunno in poi una crescita di manodopera disponibile a qualsiasi condizione.
Cresceranno miseria, disperazione e guerra tra poveri.
Che bello se fosse il vostro ultimo Natale, maiali! Happy Xmas (game is over)
Sì, sarebbe molto bello che questo letamaio che i più chiamano “società civile” scoppiasse facendo schizzare tutta la merda sui bei volti della festa perenne, nelle cittadelle del lusso. Sarebbe bello che questo fosse l’ultimo Natale per i potenti e i loro zerbini leccaculo d’ogni risma, compresi quelli che da decenni usurpano la parola “sinistra” dandogli un alone sinistro. Le immagini di questo post sono tratte dal video Happy Xmas (game is over) sull’omonimo brano di John Lennon, che potete vedere qui.
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Riflessioni pandemiche
Riporto sul mio blog questo intervento che ho pubblicato su Carmillaonline in data di ieri.
Trovo le polemiche interne alla sinistra di classe sul lockdown del tutto fuorvianti. Le accuse reciproche di negazionismo da una parte e dall’altra di sudditanza ai dettami imposti dal regime in materia di salute pubblica non colgono la questione essenziale che è un passaggio epocale, direi antropologico e non solo economico di crisi del capitalismo.