Anche ieri sera, in uno dei tanti bugiardoni tv si inneggiava ai moderni mezzi per controllare e sanzionare i “furbetti” della gita fuori porta. Si vedevano droni che volavano sulle città. E poi si parlava delle app che attraverso Google e altri gestori sarà possibile controllare in ogni istante la popolazione. Ecco cos’ha aperto il Covid-19: una società disciplinare da far impallidire nella tomba lo stesso Foucault.
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Più che di resurrezione c’è bisogno di insurrezione
Parliamo invece del paese reale, a cosa stiamo andando incontro. L’evento Covid-19 ha messo a nudo le contraddizioni stridenti di questo sistema capitalistaneo liberale con miliardi di persone, decine di milioni solo nel nostro continente, la sua inefficacia, l’avulsità con la vita di tutti, a parte il ristretto circolo di rentier, manager e oligarchi.
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La colomba di traverso
Che bella Pasqua da reclusi in casa! Carabinieri e forze dell’ordine in genere che vanno a caccia di famigliole che fanno il pic nic o di clandestini da seconde case. In compenso ieri il raccordo anulare a Roma sembrava essere nei suoi massimi momenti di punta. Una situazione che vista dall’esterno sembra surreale.
Sovranisti
Per pura curiosità ho assistito ieri a un pezzetto di una videoconfenza organizzata da tal Homo Sapiens dal titolo: Come si esce dall’Europa? Giuristi, scrittori e giornalisti a confronto, con Paolo Maddalena, Francesco Amodeo, Cosimo Massaro e Tiziana Alterio, conduttori Riccardo Corsetto e Glauco Benigni.
Un’emergenza sanitaria non è come un’asteroide che cade sul pianeta
C’è poco da questionare. Ormai è chiaro: l’evento Covid-19 non è come qualcosa di imponderabile e straordinario, al pari di un cataclisma inaspettato. A livello mondiale negli specifici paesi esistevano già dei protocolli di contrasto alle epidemie. Quello italiano era fermo dal 2010.
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Comunismo
In queste settimane di clausura forzata, neanche fossimo in galera, diviene opportuno, anzi indispensabile, avviare una riflessione sulla nostra società, sul grado di degenerazione del sistema in sè. Perché oggi (mi vien da dire finalmente) emerge in tutta la sua chiarezza l’impossibilità di far vivere la comunità umana come sin’ora ha fatto, con il mercato e il suo neoliberismo al centro del mondo, di ogni politica e di ogni logica privata e istituzionale.
Visitors
“Mi sento come nel 1996, quando ho lanciato la Cairo Pubblicità…”. A sentirli parlare sembrano provenienti da un altro pianeta. Ma in realtà è il nerbo della nostra classe dirigente. Il video fatto da Urbano Cairo in questi giorni di pandemia, dove non si contano i morti e lui che si frega le mani per l’incremento dei suoi affari è meglio di qualsiasi trattato di politica anticapitalista.
L’idiozia italiettana nazionalpopolare
Questo post è scritto da chi non da oggi continua a pensare che la cosa migliore che possa esserci per il nostro paese è l’uscita da questa Unione Europea di eurocriminali di stato al servizio delle borghesie imperialiste continentali. Così dovrebbe pensare ogni comunista conseguente a un’analisi sia generale della crisi e delle tendenze in atto che specifica del proprio paese. Così come ogni democratico coerente con gli ideali di giustizia sociale.
Il cigno nero
Ho atteso qualche giorno prima di riprendere i miei post su questo mio blog. Non perché non comprendevo cosa stia accadendo, ma per poter fare delle considerazioni in modo più sintetico ed esaustivo. Ricapitolando, anche a beneficio dei posteri, un virus si è diffuso nel mondo partendo dalla Cina: uno della famiglia dei Coronavirus denominato Covid-19. Tra i paesi di secondo contagio c’è anche il nostro, anzi, soprattutto il nostro, che in Europa sta dando il più altro tributo di vittime. Siamo già dopo un mese oltre i diecimila. Ma la gran parte dei contagiati non sono individuati, così come molti che si fanno la malattia in casa e lì spesso muoiono.
Sulla presenza armata dell’esercito nell’emergenza Covid-19
Avrete visto in queste ore nelle tv le immagini di militari dell’esercito italiano armati di mitragliatore pattugliare le strade e presidiare le piazze. Il fatto di vedere militari armati è piuttosto inquietante, visto e considerato che non siamo né in guerra con altri stati, né in uno stato di guerra civile stile nord-irlandese.
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