Come l’8 settembre

C’è un articolo che penso tutti debbano leggere: Epidemia coronavirus, due approcci strategici, di Roberto Buffagni apparso sul web “Italia e il mondo”. Gran parte delle persone dotate di buon senso e non necessariamente indottrinate da visioni naziliberiste che caldeggiano il darwinismo sociale dei più forti vanno avanti, saranno rimaste colpite dalle dichiarazioni del premier britannico Boris Johnson e dai relativi provvedimenti blandi, che non fermano l’economia nazionale del Regno Unito.

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L’ora più buia

Chi ha visto l’omonimo film di Joseph Wright con Gary Oldman nei panni di Churchill, avrà visto tutta la retorica liberal-democratica di cui gli eseget del mondo occidentale vanno tanto fieri. Tuttavia, se c’è qualcosa che oggi è entrato di prepotenza nela vita di tutti mettendo a nudo l’ipocrisia di un regime, quello del capitalismo neoliberale, ipocrisia come panacea e come modello economico-sociale sempiterno è il coronavirus che sta sconvolgendo l’intera comunità mondiale.

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LA QUESTIONE DI CHI COMANDA NEL PAESE

Sentivo su Rainews 24 che Confindustria dal Governo non vuole avere vincoli in materia di emergenza Covid-19, ma solo suggerimenti.
In pratica vuole che le aziende facciano quello che par loro, senza dover essere sanzionate in caso inottemperanza delle misure di sicurezza eccezionali di contrasto al coronavirus e dei presidi idonei.
Confindustria e Governo fanno fronte comune sul fatto che l’economia non si debba fermare. Ma mentre il governo circoscrive le attività a quelle che ritiene indispensabili per la sopravvivenza del paese, Confindustria ha una visione un po’ più “larga”. In mezzo ci sta la materia del contendere: la sicurezza dei lavoratori.

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La nave dei folli

Una situazione d’emergenza come questa dovrebbe aver fatto capire anche agli aficionados più sfegatati dell’ordoliberismo europeista, che occorre un cambio di modello economico-sociale radicale e drastico. Dovrebbe aver fatto comprendere che non si tornerà più come prima, che al peggio non c’è fine se non siamo noi diretti interessati a invertire il corso della politica nazionale a partire da quella economica.

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Il mondo che va a pezzi

Quelle misere certezze che ci eravamo costruiti, un po’ come chi abituato a vivere in un orinatoio non sente più la puzza di piscio, e a cui eravamo abituati se ne stanno andando a culo. Il virus ha fatto irruzione nel nostro mondo globalizzato ma piccolo, fatto di ipermercati, file alle poste, mutui, bancomat, smartphone, gite fuori porta, pizza, come un elefante in un negozio di porcellane.

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Abbiamo toccato il fondo

Nell’ascoltare il governatore del Veneto Zaia mentre descrive la “superiorità” dei veneti nei confronti dei cinesi in fatto di igiene, oltretutto in modo così sprezzante (…”li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi”…), che neppure un travet dei più ignoranti al bar potrebbe riuscirci, c’è una certezza: per la massa di decerebrati che ha votato un personaggio del genere, imbecille prima ancora che razzista, esiste la buddistica legge di causa ed effetto. Perché è matematico: i cinesi a quello scaracchio di poche migliaia di persone che è il Veneto, e quello appena più grande che è l’Italia, lo metteranno in conto. E hanno ragione.

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Stato d’assedio

In Italia è sempre emergenza per qualcosa. La normalità non esiste più. Anzi, l’emergenza, qualunque essa sia, è la normalità. Ma è un’emergenza selettiva: otto bambini che muoiono di cancro negli ultimi venti giorni a Taranto non è emergenza. Più di 50 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno non è emergenza. La nuova emergenza è il Covid-19, o coronavirus: una grande influenzona estremamente contagiosa, fatta iniziare in Cina, nella zona industriale tra le più popolose, crocevia delle linee di comunicazione e trasferita in altri paesi come Corea del Sud, Iran e in Italia, dove il focolaio è compreso tra la Lombardia e il veneto. Praticamente l’area economica di punta del paese.

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Coronavirus, sociologia dell’oscurantismo razzista

Coronavirus, scambiato per un cinese: un filippino picchiato sul bus a Cagliari“. E’ solo uno dei tanti episodi che a pioggia stanno avvenendo un po’ ovunque in Italia. Ora, non è mio scopo parlare del coronavirus. Rilevo solo che  a fronte di mezzo milione di morti all’anno per influenza e il fatto che questo virus sia mortale per i soggetti deboli: anziani, diabetici, in bpco cronica e cardiopatici esattamente come per tutti i virus e batteri in generale, ho la convinzione che quest storia sia stata montata ad arte per altri obiettivi. Detto questo, la psicosi del coronavirus sta facendo emergere quello che in questa società ormai bacata, fatta di “emergenze” di ogni tipo, la cui stabilità di potere viene alimentata essenzialmente con la paura: del diverso, del potenziale terrorista, del migrante, eccetera, è ben presente: l’ignoranza razzista.

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