In questi giorni nel “belpaese” ha tenuto banco tra i politicanti la patrimoniale. Non stiamo parlando certo di una radicale redistribuzione della ricchezza sociale, ma di una sorta di contributo simbolico (attorno al 1-3%) per le rendite sopra i 500 mila euro. Apriti cielo. Così come accade per chi intende criticare i vicoli europei, la mancanza di dati dei vaccini Moderna Pfizer (vedi il fango su Crisanti), anche per la patrimoniale i soliti cerberi dello status quo borghese, da destra e sinistra, si sono scagliati lancia in resta per allontanare anche la sola idea di togliere una sola cucchiaiata dall’oceano di danaro che i ricchi hanno non certo per il sudore della fronte.
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29 novembre con il Popolo Palestinese
Ieri è stato un anniversario importante per il Popolo Palestinese. Cito da Infopal: ”
29 novembre 1947 – Le Nazioni Uniti approvano la risoluzione 181 (votano a favore URSS, USA e Francia, ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina ed altri si astengono), che prevede la divisione della Palestina in tre parti:
– uno stato ebraico sul 56% del territorio
– uno stato palestinese
– una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e Betlemme.
Il confine tracciato viene definito “Linea Verde”.
E’ l’inizio della catastrofe, che culminerà nel 1948, con la creazione di Israele sulle terre, sulle città e sui villaggi della Palestina, e con la diaspora di milioni di palestinesi.”
Terrorismo di Stato. Ma non si può dire…
Riprendo le pubblicazioni…
… dopo ben due mesi di problemi di salute non indifferenti.
Lo faccio con questo pezzo sulla pandemia e i limiti strutturale di sistema che si sono evidenziati.
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Come materialisti, i ragionamenti sulle società, le loro tipologie, le loro dinamiche si basano sempre sull’esperienza storica data di ogni realtà sociale. Ma supponiamo per un istante di ragionare ipotizzando una società come dovrebbe essere. E facciamolo partendo da una constatazione molto semplice: la pandemia ha evidenziato i limiti e diciamolo pure, le tare di questa società capitalista, dove oggi vige il neoliberalismo più sfrenato.
Un chiarimento doveroso
Affronto per la prima volta un tema spinoso, dato che l’opinione riguardo al covid19 ha coinvolto e diviso anche la sinistra di classe e di lotta al pari delle posizioni politiche sulla Bielorussia, sulla positività o meno del bolivarismo e quant’altro. Innanzi tutto ritengo che la questione non sia nel diverso modo di vedere l’uso che le forze di regime fanno del fenomeno coronavirus che indubbiamente è legato più al controllo sociale e al mantenimento dei profitti del capitale monopolistico a detrimento del reddito da lavoro comprendendo anche la piccola impresa (vedi ristorazione, imprese del turismo, agricole, artigianato, ecc.).
Covid 19: quello che si doveva fare in primavera ed estate e non si è fatto
Un governo che crede nella virulenza del covid e nel possibile ritorno con una seconda ondata non se ne sta con le mani in mano. Tutti abbiamo assistito al tira e molla sulle aperture delle scuole, banchi ad hoc in ritardo, marasma nella selezione del perosnale docente e scolastico: tutto per spendere il meno possibile. E così anche nella sanità.
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Sovranisti e negazionisti
Ieri a Roma si è visto di tutto e di più. A parte la manifestazione fascista di Pappalardo e Forza Nuova alla Bocca della Verità, l’assembramento in piazza San Giovanni è stata una vera e propria accozzaglia di complottosti di ogni risma: dai negazionisti del covid no mask ai no vax della Cunial, ai no 5G, più una congerie di microforze sovraniste con rivendicazioni costituzionaliste a puro vantaggio delle piccole imprese, attraverso la solita retorica del lavoro.
La Boldrini al servizio delle politiche aggressive dell’imperialismo
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Hasta siempre, Comandante!
E poi parlano di Bielorussia…
“La polizia è arrivata di fronte a casa di Dana, un intero quartiere di Bussoleno è militarizzato, ma si riesce ancora a raggiungere il presidio permanente attraverso le vie addiacenti. Un blitz in pieno stile per portare in carcere una donna, una compagna la cui unica colpa sarebbe quella di aver gridato le motivazioni del nostro No al Tav in un megafono. Ma noi siamo qui al suo fianco, non la lasceremo sola e non faremo passare liscia questa ennesima ingiustizia del forte sul debole. Raggiungeteci!”