In questi giorni in cui siamo bombardati dalle immagini rindondanti della piazze bielorussie per l’ennesima “rivoluzione” colorata targata Unione Europea-USA-NATO, ricompaiono gli idioti antimperialisti a parole, ma portatori di palla dell’Occidente, già visti all’opera sei anni fa con Euro Maidan.
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Cartoline dalla Bielorussia
Il copione classico delle rivoluzioni colorate: metti un bel po’ di soldi, infiltri un po’ di manovalanza nazi da Polonia e Ucraina, fai lavorare la CIA e i servizi occidentali, crei il bamboccio di turno, in questo caso la bamboccia, sfrutti le storture di un regime personalistico di un “piccolo padre” come Lukashenko e il gioco è fatto.
Insalata… bielorussa
Ma forse è più appropriata l’espressione “polenta malmenata” ciò che sta accadendo in questi giorni in Bielorussa, a seguito di elezioni che sono state un ennessimo plebiscito (80% a 20) per Lukashenko, burocrate cerchiobottista che è rimasto in sella per 26 anni e ben sei elezioni con un mix di pratiche da socialismo reale e spregiudicate aperture e promesse a est come a ovest.
Il dogma occidentale della democrazia
“Gli americani hanno le idee chiare sui buoni e sui cattivi, chiarissime. Non per teoria, per esperienza, i buoni sono loro!” (Giorgio Gaber)
Le elezioni in qualsiasi paese del mondo sono regolari solo se l’esito è gradito a Washington. È il postulato della democrazia liberale, che in termini più estensivi con il concetto di esportazione della “civiltà” è la democrazia delle cannoniere, dei corpi speciali di intelligence, dei terrorismi sotto falsa bandiera, delle sanzioni e degli embarghi, dei colpi di stato. Quella che viene definita “guerra ibrida”.
La guerra ibrida dell’Occidente al resto del mondo
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2 agosto 2020. Una giornata di lotta
Mentre le massime autorità e le forze istituzionali celebravano un una Piazza Maggiore ingessata la solita liturgia autocelebrativa, la sinistra di classe, di lotta, quella che in tutti questi anni ha tenuto alta la bandiera dei diritti e dei bisogni popolari, si riappropriava di piazza Medaglie d’Oro e nel pomeriggio occupava la piazza in cui doveva tenersi la manifestazione fascista revisionista, quella della “pista palestinese”, impedendone lo svolgersi.
Vogliono cambiare la storia
Oggi le cose stanno così: mentre la magistratura avvalora e accerta che dietro la strage del 2 agosto c’era Licio Gelli che la finanziò, con la scusa del lockdown ingessano le celebrazioni, ma “in compenso” nel pomeriggio permettono la manifestazione fascista che sostiene la tesi dello stragismo palestinese e della RAF (Frazione dell’Armata Rossa tedesca).
Che succederà dall’autunno in poi?
Qualche considerazione sulla lotta di classe negli USA
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Il grande business della terapia e la dittatura sanitaria
Non sono mai stato un no-vax, ma neppure un sì-vax. Sono dalla parte della scienza che opera per la cura degli esseri umani, se la cura è efficace e non ha logiche e dinamiche basate sulla speculazione. Ma quello che sta accadendo in questi ultimi mesi nel nostro paese e a livello mondiale è qualcosa di osceno.
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