L’idiozia italiettana nazionalpopolare

Questo post è scritto da chi non da oggi continua a pensare che la cosa migliore che possa esserci per il nostro paese è l’uscita da questa Unione Europea di eurocriminali di stato al servizio delle borghesie imperialiste continentali. Così dovrebbe pensare ogni comunista conseguente a un’analisi sia generale della crisi e delle tendenze in atto che specifica del proprio paese. Così come ogni democratico coerente con gli ideali di giustizia sociale.

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Il cigno nero

Ho atteso qualche giorno prima di riprendere i miei post su questo mio blog. Non perché non comprendevo cosa stia accadendo, ma per poter fare delle considerazioni in modo più sintetico ed esaustivo. Ricapitolando, anche a beneficio dei posteri, un virus si è diffuso nel mondo partendo dalla Cina: uno della famiglia dei Coronavirus denominato Covid-19. Tra i paesi di secondo contagio c’è anche il nostro, anzi, soprattutto il nostro, che in Europa sta dando il più altro tributo di vittime. Siamo già dopo un mese oltre i diecimila. Ma la gran parte dei contagiati non sono individuati, così come molti che si fanno la malattia in casa e lì spesso muoiono.

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Sulla presenza armata dell’esercito nell’emergenza Covid-19

Avrete visto in queste ore nelle tv le immagini di militari dell’esercito italiano armati di mitragliatore pattugliare le strade e presidiare le piazze. Il fatto di vedere militari armati è piuttosto inquietante, visto e considerato che non siamo né in guerra con altri stati, né in uno stato di guerra civile stile nord-irlandese.

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COVID INDUSTRIA

Ho messo come immagine questa cartina qui sopra per farvi capire come le zone di maggior contagio in Italia corrispondano alle aree maggiormente industrializzate, del manifatturiero. Il governo non fa che colpevolizzare i cittadini per la passeggiata col cagnetto o la corsetta per mantenersi in forma. Attacca in altre parole la popolazione limitando le libertà civili più elementari per sviare dalle vere responsabilità. Dico questo facendo una premessa doverosa: si deve restare a casa. Ma a cosa serve multare i clochard beccati per strada, che è “la loro casa”, invece di ospitarli in strutture per metterli in sicurezza? E’ solo un’opera e una logica da nazisti. Da nazi-liberisti appunto.

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Come l’8 settembre

C’è un articolo che penso tutti debbano leggere: Epidemia coronavirus, due approcci strategici, di Roberto Buffagni apparso sul web “Italia e il mondo”. Gran parte delle persone dotate di buon senso e non necessariamente indottrinate da visioni naziliberiste che caldeggiano il darwinismo sociale dei più forti vanno avanti, saranno rimaste colpite dalle dichiarazioni del premier britannico Boris Johnson e dai relativi provvedimenti blandi, che non fermano l’economia nazionale del Regno Unito.

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L’ora più buia

Chi ha visto l’omonimo film di Joseph Wright con Gary Oldman nei panni di Churchill, avrà visto tutta la retorica liberal-democratica di cui gli eseget del mondo occidentale vanno tanto fieri. Tuttavia, se c’è qualcosa che oggi è entrato di prepotenza nela vita di tutti mettendo a nudo l’ipocrisia di un regime, quello del capitalismo neoliberale, ipocrisia come panacea e come modello economico-sociale sempiterno è il coronavirus che sta sconvolgendo l’intera comunità mondiale.

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LA QUESTIONE DI CHI COMANDA NEL PAESE

Sentivo su Rainews 24 che Confindustria dal Governo non vuole avere vincoli in materia di emergenza Covid-19, ma solo suggerimenti.
In pratica vuole che le aziende facciano quello che par loro, senza dover essere sanzionate in caso inottemperanza delle misure di sicurezza eccezionali di contrasto al coronavirus e dei presidi idonei.
Confindustria e Governo fanno fronte comune sul fatto che l’economia non si debba fermare. Ma mentre il governo circoscrive le attività a quelle che ritiene indispensabili per la sopravvivenza del paese, Confindustria ha una visione un po’ più “larga”. In mezzo ci sta la materia del contendere: la sicurezza dei lavoratori.

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La nave dei folli

Una situazione d’emergenza come questa dovrebbe aver fatto capire anche agli aficionados più sfegatati dell’ordoliberismo europeista, che occorre un cambio di modello economico-sociale radicale e drastico. Dovrebbe aver fatto comprendere che non si tornerà più come prima, che al peggio non c’è fine se non siamo noi diretti interessati a invertire il corso della politica nazionale a partire da quella economica.

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Il mondo che va a pezzi

Quelle misere certezze che ci eravamo costruiti, un po’ come chi abituato a vivere in un orinatoio non sente più la puzza di piscio, e a cui eravamo abituati se ne stanno andando a culo. Il virus ha fatto irruzione nel nostro mondo globalizzato ma piccolo, fatto di ipermercati, file alle poste, mutui, bancomat, smartphone, gite fuori porta, pizza, come un elefante in un negozio di porcellane.

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